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GDPR e Facebook: come si adegua il social network?

Dopo essere stato colpito dallo scandalo Cambridge Analytica, il social network più famoso è dovuto correre ai ripari e adeguare la propria Privacy Policy alle previsioni di legge in materia.

In Europa questo allineamento è coinciso con la prossima entrata in vigore del GDPR (General Data Protection Regulation), il nuovo Regolamento UE/679/2016 in materia di protezione dei dati personali che modificherà il sistema di protezione delle informazioni degli interessati nel territorio di tutti gli Stati membri a partire dal prossimo 25 maggio.

Facebook dovrà quindi adeguarsi alle nuove direttive sulla privacy e garantire -onde evitare ulteriori scandali- che i dati dei suoi utenti non divengano preda degli interessi economici (e non solo) di terze parti.

Da qualche giorno gli utenti Facebook hanno infatti ricevuto un invito a rivedere ed aggiornare le proprie impostazioni sulla privacy, attraverso un sondaggio con il quale il social network chiede agli stessi di dare la propria opinione su diversi strumenti presenti sul sito (ad esempio, si pensi agli annunci pubblicitari e alla loro rilevanza circa l’attività di navigazione svolta dall’utente) o sulla natura e tipologia di informazioni che possono essere condivise con partners esterni. E’ importante sapere che agli utenti sarà sempre garantita la possibilità di modificare dette preferenze dalla propria pagina personale, in particolar modo quelle relative alle informazioni cosiddette “sensibili” (e relative a preferenze politiche, credo religioso o opinioni personali).

Un’altra importante novità riguarda la nuova politica in materia di minori.

L’azienda di Menlo Park è tenuta ad osservare la normativa dettata dal GDPR in modo specifico per chi non ha compiuto i 16 anni; in particolare, l’art. 8 del Regolamento prevede la liceità del trattamento nelle ipotesi in cui il minore abbia almeno 16 anni, ma “Ove il minore abbia un’età inferiore ai 16 anni, tale trattamento è lecito soltanto se e nella misura in cui tale consenso è prestato o autorizzato dal titolare della responsabilità genitoriale”. Alla luce di ciò, il famoso social network dovrà quindi prevedere un sistema di interazione con i genitori -o esercenti la potestà genitoriale- del minore interessato con cui poter ottenere il loro consenso all’utilizzo della piattaforma social da parte del giovane.

Facebook però intende facilitare la visualizzazione, condivisione ed anche il download dei dati in esso presenti. Secondo quanto previsto dal GDPR, il sito dovrebbe facilitare la disiscrizione degli utenti e, di conseguenza, aiutarli a recuperare tutte le informazioni inserite sulla piattaforma attraverso un sistema facilitato di trasferimento degli stessi.

E’ evidente che tutte queste novità rappresentano per Facebook lo strumento con cui evitare di incorrere in ulteriori sanzioni, dopo quelle che -probabilmente- riceverà dai Giudici statunitensi per lo scandalo Cambridge Analytica.

 

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syrus

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