Gli ultimi comunicati stampa sul sito del Garante della privacy

Cosa si intende con il termine diritto all’oblio? Ebbene, l’introduzione del diritto all’oblio risale alla normativa di cui all’articolo 17 del GDPR, che tiene conto del diritto di richiedere la deindicizzazione stabilito dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea con la sentenza c.d. Costeja.

La sentenza Costeja è stata pronunciata dalla Corte di Giustizia Europea, da ora CGUE, il 13 maggio 2014 e ha dichiarato che un interessato ha la facoltà di chiedere al fornitore del motore di ricerca, di rimuovere notizie pregiudizievoli, obsolete e non aggiornate nonché link verso pagine web dall’elenco di risultati, anche definite query, che appare nei suggerimenti successivamente all’immissione nella barra apposita di parole chiave e dati, quali nome e cognome di un soggetto.  

Successivamente alla pronuncia di cui si parla, gli interessati ad ottenere la cancellazione o la deindicizzazione dei loro dati personali dai motori di ricerca, appaiono essere maggiormente consapevoli sul loro diritto di cancellazione. Sul punto è stato osservato che l’Autorità di controllo, come il Garante Privacy, hanno avuto un aumento del numero di reclami riguardanti il rifiuto da parte dei fornitori di motori di ricerca per la deindicizzazione di tutti i link che si assumono essere pregiudizievoli.

Il Garante Privacy, funzione e comunicati stampa

 Il Garante Privacy di cui ultimamente si sente sempre più spesso parlare, è l’autorità amministrativa indipendente istituita dalla legge sulla privacy del 1996 e poi dal codice in materia di dati personali del 2003, preposta per la tutelare, appunto, la privacy, i diritti ed il rispetto della regolamentazione sul trattamento dei dati personali.

Il Garante, come detto in apertura, è stato investito da molte controversie in relazione all’esercizio del diritto alla cancellazione dei dati personali dalla rete e del diritto all’oblio. 

L’autorità dunque è destinata al controllo ed al rispetto delle norme in materia di privacy e dati personali, riferisce in alcuni provvedimenti, di seguito riportati alcune semplici passaggi per poter ottenere dallo stesso la cancellazione dei dati pregiudizievoli dai motori di ricerca, il particolare da Google.

Garante privacy ha avviato tre istruttorie

Il garante negli ultimi giorni ha rilasciato un comunicato stampa nel quale viene messo sotto la lente d’ingrandimento diversi enti locali che stanno mostrando un interesse particolare e crescente per quelle iniziative basate su soluzioni di tipo premiale che fanno ricorso a meccanismi di c.d. scoring associati a comportamenti “virtuosi” del cittadino in diversi settori, in particolare ambiente, fiscalità, cultura, mobilità, sport e così via.

Sono state avviate dunque a dire dell’Autorità circa 3 istruttorie, sia d’ufficio sia su segnalazione, riguardano una serie di progetti promossi da soggetti pubblici e privati a causa dei rischi connessi a “meccanismi di profilazione che comportino una sorta di” – così la chiama il Garante, – “cittadinanza a punti” e dai quali possano derivare conseguenze giuridiche negative sui diritti e le libertà degli interessati, inclusi i soggetti più vulnerabili”.

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