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Il 70% delle aziende italiane ha un responsabile alla protezione dei dati

A tre anni dall’entrata in vigore del GDPR 2018, molte aziende stanno nuovamente modificando il proprio approccio alla privacy e al trattamento dei dati. Secondo quello che afferma Agostino Ghiglia, membro dell’Autorità Garante della Privacy in Italia, infatti, negli ultimi anni si è verificata una maggiore proattività, in quanto quasi il 70% delle aziende italiane ha un responsabile alla protezione dei dati interno ormai, le imprese sono più digitali, efficienti ma allo stesso tempo più a rischio sul lato sicurezza e privacy. 

Italia e Spagna tra i Paesi UE più attenti alle sanzioni GDPR per la privacy

Secondo un recente rapporto del GDPR Enforcement Tracker, che tiene traccia delle sanzioni rese pubbliche dalle Autorità Per la Protezione dei Dati di ciascun Paese UE, l’Italia e la Spagna sono i due Paesi in cui il numero delle sanzioni in tema privacy e trattamento dei dati personali è più elevato. A spiegare le motivazioni di questo primato è Agostino Ghiglia, componente dell’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali in Italia, che ha approfondito in una recente intervista il recente rapporto tra aziende, tutela dei dati personali e digitalizzazione negli ultimi tre anni in Italia. Tale esito dell’indagine, innanzitutto, è da spiegare con la lunga esperienza che ha ormai il Garante italiano nei suoi 25 anni di controllo, verifica e ispezione, a confronto con le brevi esperienze di altri Paesi UE che hanno intrapreso questa attività solo con l’implementazione del GDPR. Inoltre, l’Autorità italiana applica le sue sanzioni e strumenti non solo verso i titolari privati del trattamento di dati, ma anche ad enti e soggetti pubblici. 

Digitalizzazione e Protezione dei dati: il Rpd nelle aziende italiane

In un periodo di emergenza pandemica come quello che stiamo vivendo, le aziende hanno sentito il bisogno di una maggiore digitalizzazione dei loro servizi, oltre alle imposizioni esterne che richiedevano sempre più dei servizi da remoto e delle modalità in smartworking. Questa trasformazione in termini di digitalizzazione dei servizi, tuttavia, ha avuto conseguenze importanti per la sicurezza dei dati sensibili, spesso vulnerabile e a rischio di attacchi di vario genere, da cui deve essere protetta. A tre anni di distanza dall’entrata in vigore del GDPR 2018, quindi, a maggior ragione di fronte a questa profonda digitalizzazione dei servizi, il 70% delle aziende italiane ha sentito la necessità di formare un Responsabile della Protezione dei Dati (Rpd) e di inserirlo all’interno del proprio organico. Il restante 30%, invece, ancora predilige delle figure esterne in ambito privacy.

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