L’avvento dell’era digitale ha portato con sé una crescita esponenziale della condivisione delle informazioni online, ma ha anche sollevato nuove sfide per la privacy e la gestione delle proprie informazioni personali. Uno degli aspetti più rilevanti di questa discussione è la possibilità di cancellare notizie da Google, un argomento che ha catturato l’attenzione del Garante della Privacy. In molte giurisdizioni, compresa l’Italia, il diritto alla privacy è sancito da leggi e regolamenti che cercano di trovare un equilibrio tra la libertà di espressione e il diritto all’oblio. Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) dell’Unione Europea, ad esempio, ha stabilito linee guida chiare per la gestione dei dati personali. Il Garante della Privacy italiano, in particolare, è l’organo preposto a garantire il rispetto della privacy nel contesto nazionale. Le sue decisioni ei suoi provvedimenti svolgono un ruolo cruciale nel plasmare l’applicazione delle normative sulla privacy, anche per quanto riguarda la cancellazione delle informazioni da Google.
Il diritto all’oblio e la deindicizzazione
Uno degli strumenti chiave previsti dal GDPR è il c.d. diritto all’oblio, che consente agli individui di richiedere la cancellazione delle informazioni personali online. Tuttavia, il Garante della Privacy ha il compito di bilanciare questo diritto con altre considerazioni, come la libertà di espressione e l’interesse pubblico. La deindicizzazione, ovvero la rimozione di determinati risultati dai motori di ricerca, è un aspetto centrale di queste discussioni. Il Garante ha il potere di valutare le richieste di deindicizzazione e di emettere provvedimenti in base alle circostanze specifiche di ogni caso.
Ruolo e funzioni del garante per la Privacy
La richiesta di cancellazione al Garante nei confronti di una società e di e di Google
Il provvedimento del Garante su un articolo pregiudizievole per l’interessato
Nel provvedimento in esame, che qui si può leggere integralmente, un cittadino ovvero la parte interessata alla rimozione delle informaioni ha presentato un ricorso al Garante contro Gruppo Editoriale L´Espresso SpA, Google Inc. e Google Italy Srl, richiedendo la deindicizzazione di un articolo rinvenuto digitando il proprio nome unitamente alla parola “Padova” sul motore di ricerca di Google. L’articolo riguarda una vicenda giudiziaria datata tra il 2003 e il 2006, e il ricorrente, attualmente all’estero, si dichiara estraneo ai fatti descritti. Ha chiesto la cancellazione del suo nominativo o, in alternativa, misure per evitare l’indicizzazione dell’articolo. Google ha respinto la richiesta, sostenendo la rilevanza pubblica delle informazioni e la limitazione del diritto all’oblio alle sole chiavi di ricerca del nome e cognome dell’interessato. Gruppo Editoriale L´Espresso SpA ha dichiarato, successivamente al ricorso, che il titolare del trattamento è Finegil Editoriale SpA, intervenuta nel procedimento e rimuovendo l’articolo. Il Garante ha dichiarato non luogo a provvedere nei confronti di entrambe le società.
La richiesta di deindicizzazione dell’interessato è stata accolta solo in parte. Gruppo Editoriale L´Espresso SpA ha riconosciuto Finegil Editoriale SpA come titolare del trattamento e ha rimosso l’articolo. Google ha comunicato di non poter indicizzare l’articolo una volta rimosso dal “sito fonte”. Il Garante ha dichiarato non luogo a provvedere nei confronti di entrambe le società, considerando l’effettiva rimozione dell’articolo e la limitata possibilità di intervento di Google.

