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Cancellare notizie da Google, un recente provvedimento del Garante italiano

A meno che non si tratti di un personaggio pubblico, la vita di un utente è spesso illecitamente riportata online in articoli, immagini e contenuti sul web che spesso vanno a ledere l’immagine dell’individuo stesso. Questo perché magari si tratta di racconti degli eventi non in linea con il vero, ma che forniscono una lettura distorta, incompleta e parziale che va solo a danneggiare la reputazione del singolo e che quindi questi vorrebbe rimuovere. In tal caso, si può richiedere di cancellare notizie da Google per il diritto all’oblio e, se non si ottiene quanto sperato, si può provare a rivolgersi direttamente all’Autorità superiore con un reclamo al Garante della Privacy italiana, che opera al di sopra dei singoli titolari del trattamento dei dati personali e quindi può obbligare Google a rimuovere o meno un contenuto. A tal proposito, sul sito ufficiale troviamo e condividiamo un recente provvedimento del Garante italiano molto interessante per capire come il fattore temporale sia molto importante nella valutazione delle richieste di rimozione: vediamone i dettagli.

Provvedimento del 12 novembre 2020: eliminare notizie da Google

Con il provvedimnto del 12 novembre 2020 del Garante della Privacy, leggiamo come quest’ultimo ha preso una decisione in merito alla vicenda di un individuo che, nel 2019, aveva richiesto a Google la cancellazione di alcuni URL dal motore di ricerca in quanto riportavano fatti risalenti ormai a 30 anni prima e relativi ad un reato di falso giudiziale ormai più che concluso, con tanto di riabilitazione. Tuttavia, Google gli aveva concesso la deindicizzazione solo di alcuni di questi link, provocando però  a sua detta un’immagine di sé distorta, incompleta e parziale a causa dei contenuti rimasti online sul suo conto. Inoltre, non trattandosi di fatti di rilevanza pubblica, egli richiedeva in quanto non figura pubblica di rimuovere tali contenuti. In risposta a tale reclamo, Google aveva risposto che in realtà gli URL che non aveva rimosso si riferivano ad altri fatti relativi all’utente, ovvero fatti di rilevanza pubblica risalenti al 2014 e non all’episodio ormai concluso del 1989, pubblicati tra l’altro da testate di rilevanza nazionale e di elevato interesse pubblico data la sua natura di noto uomo d’affari e professionista.

Il fattore temporale: dopo quanto tempo eliminare una notizia da Google

Come affermato da Google, in conclusione, anche il Garante ha affermato di non poter accogliere la richiesta di rimozione per alcuni degli URL indicati dall’utente, in quanto si trattava di articoli più recenti (risalenti al 2014) e che riportavano alcuni sviluppi più recenti rispetto alla vicenda di 30 anni prima, del 1989. Il Garante della Privacy ha quindi confermato la decisione di Google di rimuovere e deindicizzare dal motore di ricerca solo quegli articoli che riportavano un’immagine ormai distorta, incompleta e passata di tempo dell’individuo, ma ha ritenuto allo stesso tempo lecito lasciare indicizzati gli altri URL. Questo perché il fattore temporale crea spesso molta confusione negli utenti che effettuano richieste di rimozione ai motori di ricerca: il fatto che in un articolo recente sia solo citato velocemente o menzionato in secondo piano un evento risalente ad anni prima non costituisce immediatamente un pretesto per utilzzare la base giuridica del fattore temporale del diritto all’oblio. In particolare, trattandosi di notizie risalenti al 2014 ed avendo rilevanza penale, non sussistono i requisiti del diritto all’oblio in quanto secondo il GDPR è necessario un periodo di tempo maggiore per le fattispecie criminose particolarmente gravi come questa.

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