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La nuova privacy nelle pubbliche amministrazioni dopo le riforme del Governo

Dopo le ultime riforme del Governo, primo fra tutti il nuovo decreto legge Capienze, le nuove politiche di privacy nelle pubbliche amministrazioni mettono a rischio la protezione dei dati personali e depotenziano l’autorità del Garante, a causa della modifica di alcuni aspetti del Codice della Privacy. Tale decreto legge, infatti, oltre a regolare le tanto pressanti modalità di accesso ad eventi culturali, sportivi e ricreativi, ha modificato anche l’equilibrio precedentemente esistente tra i vari diritti in gioco, da quello alla privacy a quello al lavoro, da quello alla salute a quello della protezione dei dati. Vediamo quindi come la nuova privacy nelle pubbliche amministrazioni dopo le riforme del Governo possono mettere a rischio alcuni aspetti della tutela dei dati personali e perché.

Il nuovo trattamento dei dati personali dopo il dl Capienze

Secondo il GDPR, il trattamento dei dati personali è consentito solo in caso di sei possibili condizioni, tra cui l’esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all’esercizio di pubblici poteri. Essendo quindi previsto per legge, esso gode di tutte le garanzie previste dalla nostra costituzione. Con il decreto Capienza, invece, il trattamento dei dati personali può avvenire anche su sola indicazione dell’amministrazione stessa o della società a controllo pubblico. Con l’articolo 9 del decreto, infatti, il trattamento dei dati personali da parte di un’amministrazione pubblica è sempre consentito se necessario per l’adempimento di un compito svolto nel pubblico interesse o per l’esercizio di pubblici poteri a essa attribuiti. Ciò significa che, volendo, qualsiasi pubblica amministrazione potrebbe anche divulgare i dati dei cittadini se ritiene autonomamente che ciò sia inerente agli interessi pubblici perseguiti. Oltre a questa grande scossa data al diritto alla riservatezza, La cosa forse più spaventosa di questa nuova introduzione e di questo ampio potere fornito alla pubblica amministrazione è che tale “nuovo trattamento” non sarà limitato a questo solo momento di stato d’emergenza pandemica, ma sarà definitivo.

Più potere alle pubbliche amministrazioni, meno potere al Garante della Privacy

Se da un lato vediamo fornire un maggiore potere ed una maggiore autonomia alle pubbliche amministrazioni, tramite questo decreto viene contemporaneamente meno il potere del Garante della Privacy. Esso, depotenziato, viene infatti privato del suo potere di stabilire i requisiti minimi di sicurezza e protezione dei dati di traffico telefonico e della loro distruzione, se necessari all’esecuzione del compito di interesse pubblico di cui sopra. Inoltre, esso viene privato del suo potere di prescrivere misure e accorgimenti a garanzia del cittadino, nel caso in cui egli sia in elevato rischio nelle sue libertà e diritti fondamentali (come nei casi di profilazione automatica, trattamento automatizzato dei dati, sorveglianza sistematica su larga scala di una zona accessibile al pubblico, ecc).

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