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Nuovo modulo Google 2022/23 per il diritto all’oblio

Il diritto all’oblio oggi un diritto nuovo per la comunità di internet, infatti è stato per la prima volta attuato nel 2014 con la c.d. sentenza Costeja, è considerato una forma di tutela che consiste nella non diffusione di informazioni o notizie che possono costituire un precedente pregiudizievole dell’onore e alla reputazione online e non, di un soggetto. Per questo viene inteso principalmente i precedenti giudiziari di una persona. Il diritto ad essere dimenticati online invece consiste nella cancellazione dagli archivi online, anche a distanza di anni, di tutto il materiale che può risultare sconveniente e dannoso per soggetti che sono stati protagonisti in passato di fatti oggetto di cronache. Preposto al controllo è il Garante Privacy, il quale deve attenersi a delle regole precise, quali quelle inserite nell’art. 17 del GDPR al fine di concedere il diritto all’oblio al richiedente.

Ai sensi dell’art. 17 del Regolamento (UE) 2016/679 il diritto all’oblio viene configurato come quel diritto alla rimozione dei propri dati personali in forma rafforzata. Si prevede, infatti, l’obbligo per i titolari del Trattamento dei dati, laddove vengano “reso pubblici” i dati personali dell’interessato: ad esempio, pubblicandoli su un sito web, di informare della richiesta di cancellazione altri titolari che trattano i dati personali cancellati, compresi “qualsiasi link, copia o riproduzione”.

Come cancellare le notizie da Google tramite il modulo del diritto all’oblio

Al fine di segnalare i contenuti pregiudizievoli per cui si richiede la cancellazione ovvero la rimozione, o nei casi limite la deindicizzazione sul motore di ricerca Google basterà compilare l’apposito modulo che lo stesso Google mette a disposizione degli utenti. La compilazione del modulo in esame consentirà di far valutare a Google la richiesta di cancellazione e di vagliarne il consenso. Si ricorda che l’inserimento di informazioni complete consentirà a Google LLC di effettuare accertamenti in merito alla richiesta.

In primo luogo è necessario inserire i propri dati personali, ovvero quelli di chi compila, per conto dell’interessato la richiesta. Si badi bene che in quest’ultimo caso deve essere allegata la prova, vale a dire nel caso di un legale una procura ovvero nel caso di un familiare una delega, che si sta agendo in nome e per conto di un terzo.

Successivamente bisogna compilare il campo relativo alla corretta identificazione delle informazioni personali che si vuole far rimuovere e la relativa posizione, in questo senso vengono definiti gli URL di cui si richiede la rimozione.

Alla fine del modulo comparirà un avviso dove Google chiarisce che “utilizzerà le informazioni personali che indichi in questo modulo, nonché eventuali informazioni personali che indicherai nella corrispondenza futura, allo scopo di evadere la tua richiesta e adempiere alle obbligazioni legali”.

Entro quanto tempo risponde Google?

Google comunicherà la decisione nel più breve tempo possibile, tuttavia potrebbe richiedere di integrare alcuni dettagli della richiesta alle autorità per la protezione dei dati. Questo si rende necessario solo allorquando siano necessari, i dati, a fini di indagine o esame di una decisione presa da noi. In genere questo accade se decidi di contattare l’autorità per la protezione dei dati del tuo paese in merito alla nostra decisione. Quando gli URL vengono rimossi dai nostri risultati di ricerca in seguito alla tua richiesta, potremmo fornire i dettagli ai webmaster degli URL che sono stati rimossi.

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