Web reputation e digital marketing, l’analisi di Forbes

Google, così come il GDPR in generale prende molto seriamente le violazioni sulla privacy, tanto è vero che ogni qualsivoglia tipo di violazione della privacy e della reputazione online viene considerata per i maggiori browser come Google, Yahoo etc., viene considerato avente natura grave o molto grave. Una violazione delle norme ad esempio delle norme di Google Ads è considerata grave se viola la legge o arreca danni significativi ai nostri utenti. Continuando, per comprendere la gravità della situazione, ad attuazione del progetto pubblicitario di Google, il motore di ricerca mette a disposizione un modulo per cancellare informazioni pregiudizievoli o che ledano la reputazione dell’utente, ed ancora che non permettono la realizzazione del diritto all’oblio; ovvero è possibile in ogni caso fare reclamo al Garante della Privacy se si ritengono violate le norme sul trattamento dei dati personali, anche nell’ambito della immissione sul web di annunci ed inserzioni.  Questo livello di protezione lo si evince anche dai molteplici moduli che Google mette a disposizione per cancellare notizie dal motore di ricerca che risultano pregiudizievoli o che ledano la reputazione dell’utente, o ancora che non permettono la realizzazione del diritto all’oblio.

L’analisi di Forbes

Secondo Forbes il mondo digitale odierno il successo o meno di un marchio non è solo definito dal servizio che lo stesso offre, ma anche dal feedback che le persone pubblicamente offrono a tale marchio, e questa partita si gioca principalmente online. Dunque, il modo in cui viene gestita la propria reputazione di una azienda è molto importante. Si tratta, così, di promuovere e tutelare il nostro business e i nostri servizi di talché che questi possano essere scoperti, seguiti e consigliati nel mercato di oggi che è prevalentemente quello digitale.

Il marketing digitale

A seguito di un’analisi statistica è emerso che circa il 70% degli americani usa i social media, i quali appaiono essere profondamente radicati nell’iter del cliente. Tuttavia i social media non si limitano solo a Facebook o Instagram: secondo altri noti informatori giornalistici, gli utenti dei social media sono membri di più di otto piattaforme differenti, si pensi a LinkedIn. Questo dato è confortato da una statistica nella quale si è scoperto che a gennaio 2021 la crescita annuale degli utenti dei social media era superiore al 13%. Siffatte cifre sottolineano nuovamente ciò che sappiamo essere vero: l’esperienza del consumatore di oggi è influenzata e spesso definita da ciò che è online.

Come gestire la reputazione online del proprio business

È necessario, come ricordati i grandi esperti di marketing, dare rilievo alla pubblicità online, la quale sembra, oggigiorno essere è uno dei modi più rapidi ed efficaci per raggiungere il pubblico target. Tuttavia, questo fa parte dell’altra faccia della medaglia, non bisogna non considerare la gestione della reputazione online che è importantissima, per salvaguardare la propria attività. Invero, secondo i dati di Weber, i dirigenti ritengono che la reputazione delle loro aziende rappresenti in media il 63% del loro valore di mercato. Dunque, la gestione della reputazione online include elenchi di attività commerciali accurati e annunci pertinenti, indugiare al passo con il coinvolgimento dei consumatori sul mercato e sui canali social della tua azienda, comprendere i loro punti deboli e rispondere a recensioni e sondaggi. Ancora, un’altra area da considerare è la moderazione dei contenuti, è necessario infatti, è bene includere in questa sfera anche l’identificazione di truffatori, notizie false, contenuti illegali, violazioni della privacy dei dati, molestie, incitamento all’odio e altro, che possono danneggiare la reputazione di un’azienda e così via.

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