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I rischi per la privacy di ricaricare il telefono in pubblico

A chi non è mai capitato di essere fuori casa ed avere la percentuale della batteria del telefono o del tablet prossima allo zero, e questo proprio nel momento in cui si ha più bisogno. In questi casi una presa di corrente diventa quasi desiderata come l’acqua nel deserto. Ebbene, a quanti a cui è capitato di vivere questo scenario hanno considerato i rischi per la privacy di ricaricare il telefono in pubblico? Il noto marchio LG ha presentato un sondaggio chiamato “Law Battery Anxiety”; il nome del progetto origina proprio dalle risultanze dello stesso. Nel dettaglio è stato rilevato che circa il 90% delle persone sperimenta “ansia da batteria scarica”, ​​allorquando la batteria del telefono scende al di sotto del 20%. Questa circostanza è comprensibilmente legata alla ricerca del caricabatteria più vicino. 

I rischi connessi alla carica del telefono in un’area pubblica

Proprio per il sempre maggior avvento della tecnologia, è diventata una prassi comune a tutti, o quasi, luoghi pubblici o aperti al pubblico l’installazione di piattaforme di ricarica USB gratuite, si pensi agli aeroporti, in cui è possibile trovare addirittura stazioni di ricarica wireless per i modelli elettronici più sofisticati, oppure alle sale d’attesa degli ospedali o al comune bar. Se da un lato certamente il fatto di trovare piattaforme di carica appare un gesto attento nei confronti degli utenti, tale da fornire una rapida ricarica al dispositivo, dall’altro non si possono escludere i rischi che questo comporta, come quello del furto per i propri dati. 

Invero, anche se oggi la tecnologia USB viene associata alla ricarica, non bisogna dimenticare che questa veniva sviluppata con il solo obiettivo di trasmettere dati. Pertanto, agli hacker non apparirà difficile utilizzare siffatte postazioni di ricarica pubbliche per installare malware sugli smartphone o tablet in carica, attraverso un cavo USB compromesso. Questo processo, chiamato ” juice jacking”, consente agli hacker di leggere ed esportare i dati, comprese le password salvate sul dispositivo, altresì, possono persino bloccare il dispositivo rendendolo inutilizzabile.

Secondo il sondaggio promosso nel 2020 da DuckDuckGo su un campione di 1.029 adulti americani, il 54,6% (±3,1) di tutti gli intervistati non era a conoscenza di questo rischio. 

Come prevenire il rischio per la privacy in questi casi

Innanzi tutto sarebbe sempre bene portare con sé dispositivi di ricarica portatile. Questi tipi di batterie, sono facili da trovare e, finché sono cariche, forniscono l’alternativa più sicura agli hub di ricarica USB pubblici.

Se invece non si è in possesso di un caricatore portatile, un’ottima soluzione è quella di utilizzare il proprio cavo USB e l’adattatore a corrente alternata (CA). 

Ancora, non tutti sanno che esiste un adattatore USB specifico per la sola ricarica, noto proprio come “preservativo USB “. Questo tipo di accessorio, considerato intelligente, funge da intermediario tra il cavo USB e la porta di ricarica, ed è in grado di proteggere i dati del dispositivo nel processo di ricarica, allorquando questo avviene in un hub pubblico.

Orbene, come appena visto è possibile, con pochi e semplici accorgimenti tutelare la nostra privacy, che sempre più spesso viene esposta a rischi anche con i gesti più quotidiani.