Le persone fisiche possono essere associate a identificativi online prodotti dai dispositivi, dalle applicazioni, dagli strumenti e dai protocolli utilizzati, quali gli indirizzi IP, a marcatori temporanei (cookies) o a identificativi di altro tipo, come i tag di identificazione a radiofrequenza. Tali identificativi possono lasciare tracce che, in particolare se combinate con identificativi univoci e altre informazioni ricevute dai server, possono essere utilizzate per creare profili delle persone fisiche e identificarle”. E’ quanto si legge nel preambolo del nuovo Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali, il cosiddetto GDPR, che letteralmente sta per “General Data Protection Regulation”. Con questo testo molte cose cambieranno: dopo la pubblicazione del 4 maggio 2016 sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, il nuovo regolamento vedrà la sua piena applicazione nei vari Stati, Italia inclusa, il 25 maggio 2018.

Vista la miriade di dati personali che affollano la rete, saranno numerose le implicazioni tra Nuovo GDPR 2018 e Google. In questo ambito il nuovo testo sancisce un principio fondamentale, quello della trasparenza e impone che “le informazioni destinate al pubblico o all’interessato siano concise, facilmente accessibili e di facile comprensione e che sia usato un linguaggio semplice e chiaro, oltre che, se del caso, una visualizzazione. Tali informazioni potrebbero essere fornite in formato elettronico, ad esempio, se destinate al pubblico, attraverso un sito web. Ciò è particolarmente utile in situazioni in cui la molteplicità degli operatori coinvolti e la complessità tecnologica dell’operazione fanno sì che sia difficile per l’interessato comprendere se, da chi e per quali finalità sono raccolti dati personali che lo riguardano, quali la pubblicità online”.

Numerose, dunque, le novità introdotte dal testo, in merito a Nuovo GDPR 2018 e Google, ma non solo. Tra queste il “diritto all’oblio”, regolamentato dall’articolo 17 GDPR. Questo fondamentale principio prevede che “L’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l’obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali”, per una serie di motivi.

Per rafforzare, poi, “diritto all’oblio” nell’ambiente online, “è opportuno che il diritto di cancellazione sia esteso in modo tale da obbligare il titolare del trattamento che ha pubblicato dati personali a informare i titolari del trattamento che trattano tali dati personali di cancellare qualsiasi link verso tali dati personali o copia o riproduzione di detti dati personali. Nel fare ciò, è opportuno che il titolare del trattamento adotti misure ragionevoli tenendo conto della tecnologia disponibile e dei mezzi a disposizione del titolare del trattamento, comprese misure tecniche, per informare della richiesta dell’interessato i titolari del trattamento che trattano i dati personali”, si legge nel preambolo del Nuovo GDPR 2018.