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Diritto all’Oblio: dopo la riforma Cartabia, la sentenza penale diventa condizioni di eliminazione

Il diritto all’oblio è in continua evoluzione nel processo penale: in particolare, dopo la riforma Cartabia, la sentenza penale diventa condizione di eliminazione e la rimozione di link dalle ricerche Google nella nuova procedura web è più facile ed immediata in determinati casi. Fino ad oggi, infatti, il diritto alla deindicizzazione poteva essere ottenuto solo in seguito ad una richiesta effettuata al gestore del motore di ricerca che, se accettata, avrebbe cancellato il link dall’elenco dei risultati di una ricerca effettuata a partire dal nome dell’interessato. Con la c.d. Legge Cartabia, invece, entrano in gioco dei casi in cui la deindicizzazione avviene in modo immediato e senza dover attendere la risposta del gestore del motore di ricerca: vediamo quali. 

Deindicizzazione immediata dopo le sentenze di assoluzione e di non luogo a procedere

Andando ad analizzare più nel dettaglio la legge n.134 del 27 settembre 2021, la c.d. Legge Cartabia farà cancellare notizie di cronaca penale da Google e dagli altri motori di ricerca nel caso in cui il diritto alla deindicizzazione faccia capo agli imputati assolti o agli indagati a seguito dell’emissione di un decreto di archiviazione e di una sentenza di non luogo a procedere o di assoluzione. Con tale riforma penale, un interessato non deve più sottostare alle decisioni del gestore del motore di ricerca in merito all’accettazione o meno della richiesta di deindicizzazione, e nemmeno deve fare ricorso al Garante nel caso in cui questa venisse respinta dal motore di ricerca in prima istanza. Per sopperire la mancanza di una legge specifica che prevedesse il diritto alla deindicizzazione, diverse sentenze sono intervenute mirando a definire i criteri per bilanciare correttamente diritto alla deindicizzazione e diritto di cronaca: in questa direzione, la legge Cartabia ha voluto segnare un perimetro ben definito all’interno del quale il diritto all’oblio ha il vantaggio rispetto agli altri, a maggiore tutela della privacy.

Prima e dopo la riforma Cartabia: diritto all’oblio sui motori di ricerca

Prima della c.d. Riforma cartabia, anche dopo il termine di un processo penale dove l’imputato si vedeva assolto dalle accuse, non veniva emesso nessun provvedimento o sentenza che costituissero già da sé un titolo per la deindicizzazione immediata delle notizie collegate al nome e cognome dell’indagato o imputato: poteva capitare molto spesso, quindi, che anche dopo l’assoluzione dalle accuse, l’imputato o indagato cercasse il suo nome sul motore di ricerca e apparissero come risultati delle notizie relative al processo, sebbene finito e aggiornato con nuove conclusioni. Ancora oggi, a distanza di anni, è possibile reperire online articoli di giornale che riportano interi fatti risalenti a molto tempo fa, sebbene le conclusioni non siano altrettanto visibili online. Per evitare tali macchie irreparabili sull’immagine degli interessati, l’obiettivo di questa riforma è quindi quello di emettere un titolo per la deindicizzazione immediata. 

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