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Cancellare notizie da Google, leggi questo provvedimento del Garante

L’autorità Garante Privacy è quell’istituzione amministrativa a carattere indipendente fondata a seguito della emanazione della L. privacy nel 1996. Successivamente questa è stata modificata dall’ormai conosciuto codice in materia di dati personali del 2003. L’autorità è soggetta alla tutela, della privacy, dei diritti e del rispetto della normativa sul trattamento dei dati personali, anche definito GDPR.

Il Garante negli ultimi tempi è stato investito da molte controversie in relazione all’esercizio del diritto alla cancellazione dei dati personali dalla rete e del diritto all’oblio. 

Appare utile, a titolo di chiarezza, come il termine diritto all’oblio è stato per la prima volta utilizzato grazie alla CGUE, Corte di Giustizia dell’Unione Europea, tramite la promulgazione della sentenza del 2014, meglio conosciuta con il nome di sentenza Costeja o Google Spain. Il diritto all’oblio, dunque, nella concezione ormai nota è inteso quale potere di disposizione dei dati personali presenti in rete.

Il provvedimento del Garante Privacy

Il Garante Privacy, è solito emanare dei provvedimenti, i quali fungono spesso da linee guida per l’ottenimento del diritto all’oblio, permettendo a coloro che sono intenzionati ad adire una richiesta di rimozione di URL o notizie obsolete, lesive della propria reputazione dai motori di ricerca di comprendere le conseguenze e le eventuali risposte.

Nel provvedimento che qui si vuole esaminare, il Garante è stato chiamato ad enunciare in merito a delle notizie pregiudizievoli per un professionista.

Invero, l’interessato lamentava il danno che gli era derivato attraverso alla sua reputazione sia personale che professionale dalla insistente reperibilità online di contenuti pregiudizievoli e non aggiornati.

I dati salienti della vicenda per la rimozione delle notizie pregiudizievoli

La vicenda origina da alcuni post e notizie venute a galla a seguito della militanza politica del soggetto durante le elezioni del proprio paese. In questo caso, lo stesso, può essere considerato quale esponente politico, e per questo la cancellazione appare essere più complessa.

Altro dato che fa la differenza è sicuramente il tempo trascorso, infatti, secondo il reclamante, il decorso del tempo dalla pubblicazione degli articoli, circa diciannove non ne giustificano più la reperibilità tramite i motori di ricerca.

La risposta di Google

Google, però, dichiara che l’articolo, considerato pregiudizievole ed oggetto di disamina da parte dell’Autorità, ha un contenuto ben specifico che esula da affermazioni denigratorie nei confronti del reclamante; anzi, l’oggetto della notizia sono alcune “perplessità in ordine ai passaggi attraverso i quali si è realizzata la cessione di proprietà delle aree, ha ad oggetto, in via esclusiva, l’attività delle società menzionate al suo interno ed i loro rapporti con il Comune interessato”. Dunque per Google la notizia ha ragion di esistere e di essere reperibile. 

Il Garante, dunque, a seguito di queste affermazioni dichiara il reclamo infondato.

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