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Diritto all’Oblio per Cancellare da Google Notizie di Cronaca Obsoleta

Il diritto all’oblio è una forma di tutela legale che consente alle persone di proteggere la propria reputazione all’interno del mondo online. La parola oblio viene dal latino “oblivium”, che significa “dimenticanza”. In parole semplici, si tratta appunto di un diritto esercitabile quando l’individuo desidera che alcuni suoi dati personali siano rimossi da internet. Vediamo che cos’è il diritto all’oblio, e quando si può esercitare.

Diritto all’oblio: che cos’è e come nasce

L’ordinamento giuridico italiano inizia a favorire l’introduzione del diritto all’oblio nel 1995, con una sentenza emessa dal Tribunale di Roma.  Il caso in questione riguardava un fatto di cronaca nera avvenuto negli anni ‘60, e ripubblicato da una casa editrice 30 anni dopo. Il Tribunale stabilì in quel caso che si trattava di una pubblicazione a fini promozionali, priva di pubblico interesse e diffamatoria. E obbligò la società ad un risarcimento danni nei confronti del cittadino interessato. 

In seguito poi, con l’avvento dell’era digitale, questi casi hanno iniziato a farsi sempre più frequenti. Tanto che il Garante per la Privacy, con l’Autorizzazione n. 3/2005, stabilisce che i siti internet e i programmi informatici avrebbero dovuto ridurre al minimo l’utilizzo dei dati personali degli utenti. E che gli utenti sarebbero potuti essere identificati solo in caso di necessità.  Si fece poi un grande passo in avanti grazie alla sentenza emanata della Corte di Giustizia Europea nel maggio 2014. Questa vedeva l’AEPD (Agenzia spagnola di protezione dei dati) accusare Google di appropriazione indebita di dati personali. La Corte obbligò infine Google a rimuovere i contenuti lesivi a tutela delle persone fisiche. 

È solo il 27 aprile 2016 però, che il Parlamento Europeo approva il GDPR (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati). Qui viene totalmente ridisciplinato ogni aspetto in materia di trattamento dei dati personali. E, per la prima volta, si introduce ufficialmente anche il diritto “ad essere dimenticati” su internet.

Diritto all’oblio: quando è possibile esercitarlo?

Quando si intende esercitare il diritto all’oblio, bisogna informarsi bene sul da farsi, perché non sempre è consentito. Questo tipo di tutela infatti consente di preservare la reputazione dell’individuo solo se i dati che si vogliono eliminare sono: 

  • Inesatti o inadeguati;
  • Non pertinenti con l’argomento di cui si tratta;
  • Lesivi per la persona in oggetto;
  • Non più attuali;
  • Obsoleti ai fini della cronaca. 

Ciò significa, in sostanza, che un individuo non può pretendere la cancellazione di dati che lo riguardano solamente perché lo riguardano. Sarà possibile invece esercitare il diritto se le informazioni risultano in qualche modo dannose per la reputazione della persona, oppure non più rilevanti (perché probabilmente riguardano un evento passato). Per quanto riguarda invece la reale applicazione del diritto, in realtà purtroppo si tratta di un meccanismo ancora troppo lento e inefficace. 

Un motore di ricerca come Google infatti, rende possibile la segnalazione di qualsiasi contenuto con molta semplicità. Il problema però è che la reale verifica dei dati, e l’eventuale eliminazione, richiedono un tempo medio che si aggira sui 2 anni.

Diritto all’Oblio: cancellare dati personali da internet

Il diritto all’oblio, anche noto come diritto alla cancellazione, è regolamentato dal GDPR, ovvero il regolamento generale sulla protezione dei dati: l’articolo 17 è molto chiaro al riguardo. In base ad alcuni criteri, si può richiedere di cancellare dei dati personali da internet. Alcuni dei motori di ricerca più famosi, come ad esempio Google, permettono di procedere con la richiesta mediante dei moduli specifici. 

Allo stesso tempo, ci sono alcuni aspetti da sottolineare: l’articolo 17 del diritto all’oblio spiega che il diritto alla cancellazione non sussiste nel momento in cui si richiede di eliminare dei dati che riguardano l’archiviazione di pubblico interesse, la ricerca scientifica o storica o lo stesso diritto alla libertà espressione. 

Come cancellare i dati personali da internet

È sempre possibile, tuttavia, richiedere di cancellare i dati personali quando per esempio non sono più necessari per il motivo per cui sono stati raccolti o trattati, oppure quando i dati personali sono stati trattati in modo illecito. La legge tutela comunque i cittadini europei. Il diritto all’oblio si scontra molto spesso con il diritto alla memoria. È naturale che ogni essere umano decida che cosa condividere di sé. Ed è ancor più importante che possa scegliere quali dati possano rimanere privati. 

Naturalmente, il diritto all’oblio si annulla talvolta contro il diritto di cronaca, ovvero la possibilità di raccontare i fatti personali di un accaduto o riportare una notizia. Ancor di più, il diritto all’oblio entra in contrapposizione con il diritto all’informazione. 

Come si possono cancellare i dati personali su internet? Dipende dal motore di ricerca: da Google a Yahoo! è possibile compilare il modulo specifico per rimuovere alcune notizie o immagini. 

Scegliete sempre che cosa condividere

Una delle regole da ricordare, quando si naviga sul web, è l’importanza della scelta di condividere o meno determinate informazioni. Per esempio, quando ci iscriviamo ad alcuni siti, come i Social Network, i nostri dati personali vanno online: di conseguenza sono presenti nei motori di ricerca. Allo stesso tempo, è bene ricordare che ciò che va online non scompare magicamente.  La frase “il web non dimentica” è abbastanza chiara a riguardo. Se siete in dubbio sul condividere alcune informazioni personali, non fatelo. Leggete sempre i documenti e la privacy policy, soffermatevi su ciò che vi dice un sito al momento dell’iscrizione. Meglio non sottostare ai regolamenti che vi appaiono poco chiari o dubbi. È molto meglio prendersi qualche minuto per riflettere invece di accettare subito eventuali condizioni.

 

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