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GDPR in America: Data Privacy Legislation

A livello europeo esiste fortunatamente una buona consapevolezza ormai di quali siano le norme ed i buoni comportamenti da attuare in merito alla privacy digitale e ai diritti dei consumatori, nonostante ci sia ancora molta strada da percorrere nella sensibilizzazione a riguardo. Diversa sembra essere invece la situazione negli Stati Uniti, dove la consapevolezza sembra essere più situazionale e ristretta a specifici diritti e protezioni di Internet, soprattutto casi e situazioni in cui vengono attaccati. Tali differenze tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti non esistono solo nell’ambito della consapevolezza e del modo in cui i cittadini esprimono i loro diritti digitali, ma anche nel vero e proprio ambito legislativo nel campo della privacy digitale e della protezione dei dati. Da una parte vediamo un’Europa costantemente al passo con i tempi e dove a partire dal 2018 il GDPR (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati) ha sostituito le norme vigenti dal 1995 in merito alla protezione dei dati e alla privacy in tutti gli stati membri dell’UE; inoltre, qui si è redatta anche la “European Strategy for Data”, che ha delineato i futuri obiettivi politici della Commissione nel settore della privacy e della protezione dei dati, ma che dovrà confrontarsi con gli altri organi politici che prendono decisioni a riguardo.

D’altra parte, gli Stati Uniti legiferano invece in modo diverso in quest’ambito, in quanto non hanno una normativa unica a livello nazionale e soprattutto così ampia e onnicomprensiva come il GDPR, bensì una varietà di leggi federali e statali che mirano, ognuna a suo modo, a proteggere la privacy dei cittadini e i dati online. proprio guardando all’Europa, però, molti legislatori hanno proposto una nuova legislazione federale ampia ed unica, simile al GDPR. Tra le proposte di questo genere vi è stata ad esempio quella del senatore Kirsten Gillibrand, che nel febbraio del 2020 ha proposto la creazione di una nuova agenzia federale per la protezione dei dati, che avrebbe il compito di far rispettare le normative sulla privacy dei dati degli Stati Uniti e di condurre indagini sulle eventuali violazioni. Tuttavia, a frenare un po’ questi progetti di legislazione ampia ed unica sono le preoccupazioni e le esigenze dei protagonisti del settore e della comunità imprenditoriale, esigenze della cui garanzia si preoccupano organizzazioni come quella di Privacy for America, un conglomerato di aziende per la privacy di dati. Sebbene non esista una legislazione federale unica che influisca in modo generale ed univoco sulla protezione dei dati, esistono numerose leggi federali sulla protezione dei dati che sono specifiche di settore o si concentrano su particolari tipi di dati. A titolo di esempio, il Driver’s Privacy Protection Act del 1994 regola la privacy e la divulgazione delle informazioni personali raccolte dai dipartimenti statali dei veicoli a motore, comprese fotografie, numero di previdenza sociale, numero di identificazione del conducente, nome, indirizzo, numero di telefono, ecc. O ancora, per quanto riguarda la protezione delle informazioni sui minori, essa viene garantita ai sensi del Children’s Online Privacy Protection Act, che vieta la raccolta di qualsiasi informazione da un bambino di età inferiore ai 13 anni online e da dispositivi connessi digitalmente.

Un’altra differenza della legislazione sulla privacy dei dati in USA rispetto all’UE è l’approccio alla riservatezza dei dati: mentre in Europa abbiamo un approccio dall’alto verso il basso, con un equilibrio di politiche intergovernative e sovranazionali e, nello specifico, un approccio sovranazionale alla riservatezza, in USA l’approccio è piuttosto dal basso verso l’alto, in quanto i diritti dei singoli Stati continuano ad essere continuamente enfatizzati nel loro governo ed il loro approccio dal basso alla riservatezza dei dati contribuisce a tale enfasi.