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Informazioni sul diritto all’oblio: gli italiani sono poco consapevoli dei loro diritti in materia di privacy

La scarsa consapevolezza degli italiani di ciò che ai propri dati succede in rete è allarmante. A lanciare l’allarme è la società di sicurezza informatica e digital privacy (Kaspersky) che ha fatto un sondaggio a livello europeo per capire quanto effettivamente le persone abbiano contezza della propria privacy online e della famosa “impronta digitale” che lasciano con ogni loro azione ovvero like. Innanzitutto la consapevolezza della propria privacy on line differisce a seconda dell’età dei soggetti anche definiti come “user” in quanto è certamente diversa la percezione del web tra un sessantenne ed un quindicenne. Oltre l’80% degli italiani poi vorrebbe poter eliminare qualche contenuto che ha pubblicato sui propri profili ed è in questa sede che si apre la questione sul diritto all’oblio.

Quanto ne sanno gli italiani e, più in generale, gli europei sull’esercizio di questo diritto?

Il diritto all’oblio ai sensi dell’art. 17 del Regolamento GDPR, si configura come un diritto alla cancellazione dei propri dati personali in forma rafforzata. Si prevede, infatti, l’obbligo per i titolari (se hanno reso pubblici i dati personali dell’interessato: ad esempio pubblicandoli su un sito web) di informare della richiesta di cancellazione altri titolari che trattano i dati personali cancellati, compresi “qualsiasi link, copia o riproduzione”. “I dati ci seguono ovunque diventano parte di noi e ci accompagnano per tutta la vita” – afferma David Emm, Principal Security Researcher del Global Research & Analysis Team di Kaspersky – “La maggior parte delle volte, le informazioni che condividiamo oggi non riflettono la persona che saremo domani”. I dati on line influenzano la nostra esistenza e la totale ignoranza rispetto a come questi possono essere cancellati è largamente diffusa. Si consideri che ben l’83% delle persone intervistate da Kaspersky hanno confermato di voler poter cancellare un post pubblicato anni prima in passato.

Gli utenti del web hanno il controllo sulla propria esistenza digitale?

Gli utenti, pertanto, non hanno il pieno controllo della propria “esistenza digitale” poiché commettono il grave errore di essere sicuri che un profilo o un post pubblicato in rete possa essere cancellato in maniera definitiva in qualsiasi momento.  Sono addirittura convinti, la maggior parte di essi, che dopo la morte gli account social verranno rimossi ed alcuni invece non ci hanno neppure mai pensato. Il mondo del social media è estremamente importante giacché gli utenti guardano anche i like messi da altri. In tutta Europa ad esempio gli utenti sono concordi nel ritenere alcuni argomenti più importanti di altri in relazione a quale impatto hanno sul pubblico. In Italia il 41% pensa che la reputazione sia intaccata se vedono interazioni a favore di commenti contro le persone disabili e contro i vaccini anti-Covid. Seguono, nella scala di interazioni dannose sul lavoro e a livello sociale, linguaggio transfobico (37%) e posizioni negazioniste sui cambiamenti climatici (31%). Per quanto riguarda l’ambiente lavorativo, 1 persona su 3 ammette di andare a vedere i social di un nuovo collega e di averlo valutato in base a quanto è emerso.

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