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Le domande frequenti degli utenti sul diritto all’oblio

Le domande frequenti degli utenti sul diritto all’oblio

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Cancelliamo i Dati Indesiderati
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Il diritto all’oblio è un diritto che oggi viene considerato di nuova generazione, per capire questa affermazione è necessario tornare alla sua origine. Invero, il diritto all’oblio per la prima volta viene enunciato dalla Corte di Giustizia Europea (da ora CGUE ) nella, ormai famosa, sentenza Costeja. Nello specifico, nel maggio 2014 la Corte si apprestava a portare a sentenza il caso del Sig. Costeja, da cui la sentenza prende il nome. Il fatto storico è inerente alla richiesta di rimozione di alcuni articoli online da parte del Sig. Mario Costeja Gondales. Egli proponeva reclamo per la rimozione di URL ed informazioni che apparivano sul web all’Agenzia spagnola di protezione dei dati, in acronimo AEPD, contro un quotidiano molto famoso nella regione della Catalogna, La Vanguardia Ediciones SL e contro Google Spain. Costeja lamentava che laddove si inserisca il proprio nome nel motore di ricerca Google, l’elenco dei risultati mostrava alcuni link che rimandano a nr. 2 pagine del quotidiano citato, aventi data gennaio e marzo 1998. 

I motivi di richiedere la cancellazione dei dati da internet

Sulla scorta dell’esperienza del SIg. Costeja, le motivazioni che spingono un soggetto a voler cancellare un contenuto dalla rete possono essere molteplici, sul web, sopratutto con l’avvento delle nuove tecnologie non è affatto inconsueto che circolino contenuti diffamatori che possono mettere a rischio la reputazione di un soggetto, danneggiandolo sia a livello professionale che personale. Per ragioni di privacy, è lecito avere il diritto di richiedere la rimozione di determinate informazioni personali che ci riguardano, e di essere dimenticati in relazione ad una speciale fatto storico, questo prende il nome di diritto all’oblio.

Le domande frequenti degli utenti sul diritto all’oblio

Le persone chiedono spesso, per esigenza di certezza, quando un contenuto può essere rimosso, ebbene la Legge, vale a dire il GDPR, chiarisce che questa decisione eliminatoria può sostanziarsi nei seguenti casi:

-quando via sia una evidente assenza di pubblico interesse, c.d. interesse storiografico.

-nei casi in cui vi siano notizie o URL che contengono dati sensibili. Nella specie, nei casi di questo genere verranno rimosse le pagine che hanno contenuti che riguardano unicamente informazioni relative a salute, sessualità, razza, etnia e così via.

– Quando vi siano contenuti in rete che ritraggono minorenni. Questi ultimi intesi non solo nel senso di siti web aventi contenuti che riguardano minorenni, ma anche quelle pagine che contengono reati minori commessi quando il richiedente era ancora minorenne.

– quando sia intervenuta una sentenza di condanna scontate, proscioglimenti o assoluzioni per reati. Quest’ultimo fattore, soprattutto laddove il richiedente sia stato prosciolto o assolto con formula piena (ai sensi dell’art. 530 c.p.p.), è stato poi positivizzato nella riforma Cartabia, snellendo così il procedimento per la deindicizzazione di contenuti obsoleti da Google.

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