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Le norme sulla privacy di Google

Con l’avvento dell’era digitale risulta sempre più complesso avere contezza delle mille informazioni che rilasciano sul web. Proprio per le ragioni della protezione, la legislazione europea, che è stata dettata dall’avvento del GDPR e dal codice della privacy, impone a tutti i soggetti di beneficiare, laddove necessario, del diritto all’oblio, che viene inteso quale diritto di richiedere la rimozione di informazioni personali che riguardano l’interessato e che possono frustrare la sua reputazione online, ancora, allo stesso modo il diritto all’oblio permette alle informazioni personali di cui non vogliamo più che si tenga traccia che non siano più connesse ad un particolare fatto storico.

Per i motivi suesposti e per la conformazione dei motori di ricerca alle leggi europee sulla protezione dei dati personali, Google ha inteso stilare un proprio regolamento che qui viene riportato in sintesi.

Quali sono i tipi di informazione che Google raccoglie durante la nostra esperienza con il motore di ricerca

Attraverso la lettura delle presenti norme sulla privacy Google, il motore di ricerca intende chiarire quali sono i dati che vengono raccolti al fine di offrire servizi di miglioria dell’esperienza agli utenti; un esempio in merito è sicuramente quello della scelta della lingua, oppure elementi più compositi quali gli annunci che potrebbero esserti più utili, le persone che potrebbero interessarti di più sulla rete etc. ebbene, le informazioni che vengono raccolte da Google nonché il modo in cui le stesse vengono adoperate dipendono da come si utilizzano i servizi messi a disposizione dal motore di ricerca e da come vengono gestiti dall’utente i controlli sulla privacy.

I contenuti da noi creati o che forniamo autonomamente a Google

Non c’è da stupirsi che durante la procedura di creazione di un account Google, forniamo informazioni personali, come nome e password, la quale ci serve per potere accedere ai vari servizi che decidiamo di connettere a quell’account Google. È possibile decidere anche aggiungere un numero di telefono, insomma tutte informazioni sensibili che siamo noi a dover fornire a Google al fine di poter avere una più performante utilizzazione. Google, dal canto suo, informa gli utenti sulla raccolta dei contenuti che vengono da noi creati, caricati ovvero ricevuti da altri utenti del web nell’utilizzo dei servizi suddetti. Un esempio sono le email, inviate e ricevute, le foto e i video salvati, i documenti etc.

I dati che Google raccoglie quando utilizziamo i servizi del motore di ricerca

Google, nella pagina relativa alle norme sulla privacy informa che raccoglie informazioni sia sulle app, che sui browser nonché dispositivi che vengono utilizzati per accedere ai servizi forniti da Google. Questa serie di informazioni aiuta Google a fornire funzioni quali aggiornamenti automatici dei prodotti o anche l’oscuramento dello schermo quando la batteria è scarica. Non v’è da dimenticare che le informazioni raccolte in questi contesti da Google includono “identificatori univoci, tipo di browser ed impostazioni, tipo di dispositivo e impostazioni, sistema operativo, informazioni sulla rete mobile e numero di telefono, nonché il numero di versione dell’applicazione”. Google informa che queste informazioni vengono raccolte laddove un servizio del motore di ricerca sul dispositivo contatta i nostri server; questo accade quando decidiamo di installare una nuova app dal Play Store o quando viene rilevata la presenza di aggiornamenti automatici.

Migliorare i servizi Google 

Dunque, da questa breve disamina, si comprende come le informazioni apprese da Google, servano al fine di utilizzare le stesse informazioni per assicurare che i servizi Google funzionino correttamente. Ancora, le stesse informazioni servono a Google per sviluppare nuovi servizi.

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