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Si possono cancellare le recensioni negative su Google Maps

Il diritto all’oblio è stato introdotto con la normativa dell’art. 17 del GDPR, la quale istituzionalizza il diritto di essere dimenticati e di chiedere la cancellazione dei link lesivi riferiti ad un soggetto. Input a tale importante positivizzazione è stata data dalla sentenza emessa della Corte di Giustizia Europea con il caso Costeja nel 2014.

La pronuncia ha chiarito che l’interessato, il quale abbia ragione di credere le informazioni su di lui in rete siano obsolete o lesive della propria reputazione ha la facoltà di inoltrare al fornitore del motore di ricerca, una richiesta al fine di rimuovere le notizie o link lesivi, che appaiono nelle query di ricerca ogni qual volta lo stesso ricerchi il proprio nome e cognome ovvero anche un epiteto a lui frequentemente connesso es. Mario Rossi direttore giornale online.

Ma cosa c’entrano le recensioni su Google Maps con il diritto all’oblio?

Le recensioni su Google Maps con il diritto all’oblio c’entrano eccome. Infatti sempre più spesso proprietari di aziende forniscono servizi, come per esempio ristoranti, o anche negozi di abbigliamento etc., vengono giudicati attraverso le recensioni che utenti che hanno visitato il posto o usufruito dei loro servizi. Facciamo l’esempio di un ristorante, le recensioni attinenti a questo possono trovarsi molto facilmente non appena digitiamo il nome del locale su Google Maps, infatti il nuovo servizio del colosso americano ci fornirà non solo le indicazioni per poter arrivare al ristorante ma ci farà vedere anche le recensioni lasciate da utenti prima noi. Così è molto facile comprendere la stretta connessione tra il diritto all’oblio e le recensioni su Google Maps; invero, se le recensioni saranno positive saremo più invogliati ad andare a mangiare in quel ristorante, ma nel caso contrario sceglieremo un’altra destinazione. E se da una parte la visibilità a locali ed aziende è aumentata, dall’altra si è dato spazio alle recensioni fasulle, in grado di determinare l’andamento di un locale in modo positivo o negativo. Se la recensione è falsa, ma positiva, nulla questio, poiché il consumatore non andrà più in quel locale se i servizi non rispecchiano le aspettative. Al contrario, se le recensioni negative sono false si finirà per contribuire alla cattiva pubblicità falsa del locale, impedendogli di avere margini di guadagno e provocandogli dunque un danno ingente.

Il Tribunale di Roma si è espresso sulla questione

Secondo i giudici del Tribunale di Roma “l’interesse generale deve prevalere su quello della singola impresa o del professionista”. Questo vuol dire che se un cliente lascia una recensione online il suo messaggio non può essere cancellato, nemmeno a distanza di tempo. Un caso che è diventato emblematico sul fronte delle recensioni è quello del medico chirurgo plastico di Roma, che aveva la necessità di correggere il proprio profilo su Google my Business (piattaforma social nata proprio per incentivare i profili business delle aziende o dei professionisti). Il medico era gravato da quattro vecchie recensioni negative che rovinavano nel complesso l’immagine del professionista. Allora, a fronte di ciò, il chirurgo faceva causa a Google richiedendo la rimozione o del proprio profilo oppure dei commenti sfavorevoli. Tribunale di Roma investito della causa ha dichiarato la domanda del medico infondata e l‘ha condannato, per giunta, al pagamento delle spese legali. 

La motivazione del Tribunale di Roma

Il giudice capitolino ha espresso in sentenza la seguente motivazione: “il diritto di critica può essere esercitato anche in modo graffiante e con toni aspri”. L’asserzione ora indicata esprime un atteggiamento secondo cui la libertà di espressione è prioritaria rispetto ad altro, come il diritto d’impresa. Questo vale per le recensioni negative ma pur sempre veritiere, mentre invece, nel caso di quelle negative ma false c’è rimedio, basta seguire questi semplici passaggi