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La navigazione in incognito è davvero privata?

La modalità di navigazione in incognito è preferita dalla maggioranza degli utenti che vogliono mantenere un determinato livello di privacy durante la navigazione on line e limitare gli effetti della c.d. “pubblicità mirata”. L’aspetto negativo è certamente quello di riporre troppa fiducia rispetto a questa modalità di navigazione offerta dai Browser più comuni come Chrome, Safari, FireFox, Opera; ma attivando questo tipo di navigazione “anonima” o “privata”, cosa accade realmente?  In linea generale possiamo dire che la navigazione anonima non registra le ricerche effettuate durante la sessione di navigazione ed infatti nessuna informazione può essere recuperata utilizzando cookie o tracce di dati immessi, ad esempio, nei moduli di contatto. È ovvio che questa modalità è comunque molto lontana dall’essere completamente fuori da ogni possibilità di tracciabilità o sicura. L’effetto della modalità in incognito è limitato alla sessione di navigazione: infatti solo una volta chiusa la finestra del Browser i dati di navigazione vengono eliminati (o più precisamente non salvati). Gli operatori dei siti web, durante la sessione di navigazione possono comunque monitorare ed analizzare il comportamento di navigazione dell’utente. La società DuckDuckGo è una azienda che si occupa di la privacy in rete che ha come obbiettivo quello di proteggere i dati di coloro che lo richiedono, dal monitoraggio online nascosto. La stessa azienda fornisce l’omonimo motore di ricerca gratuito agli utenti di tutto il pianeta. Ebbene, DuckDuckGo ha intervistato 5.710 americani causali su questa particolare modalità di navigazione per capire cosa ne pensassero ed in particolare quanto ne sapessero di protezione privacy. Dall’analisi dei risultati raccolti, il 46% degli americani usano o hanno utilizzato la navigazione privata.  Il motivo principale? Chiaramente “ricerche imbarazzanti”. Il 76% di coloro che ne fanno uso non hanno saputo identificare precisamente i vantaggi per la privacy che offre la navigazione privata. A questi ultimi sono state rese note, da DuckDuckGo, le protezioni effettivamente fornite dalla navigazione privata ed è stato chiesto loro quale reazione emotiva ne determinasse: “La modalità di navigazione privata impedisce solo la registrazione della cronologia del browser sul tuo computer e non offre alcuna protezione aggiuntiva su come impedire ai siti web che visiti di raccogliere le tue informazioni (ad esempio le tue ricerche su un motore di ricerca). Come ti fa sentire?” Il 65% ha riferito di sentirsi “sorpreso”, “fuorviato”, “confuso” o “vulnerabile” dopo aver appreso delle limitazioni della navigazione privata. L’84% degli americani prenderebbe in considerazione la possibilità di provare un altro browser Web importante se offrisse più funzionalità per proteggere la propria privacy.