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Accedi al Modulo Google per il Diritto all’Oblio Aggiornato 2021

Nel mondo digitale le informazioni, la cui memorizzazione in Internet è estremamente semplice, viaggiano in maniera rapidissima e le notizie che ormai non hanno più alcun legame con il presente tendono a restare accessibili nel tempo a tutti. E’ riconosciuto, in ambito comunitario, il diritto di ogni cittadino a richiedere la cancellazione o la modifica di un’informazione che naviga in rete e che lo coinvolge; ciò al fine di salvaguardare la propria reputazione e difendersi dall’invadenza del web che “ricorda”, senza limiti temporali, fatti che, pur avendo perso attualità, permangono e continuano a riflettersi sulla sfera privata della persona. Pertanto, è possibile richiedere, per ragioni di privacy, la rimozione di determinate informazioni: chiunque ritenga che i suoi dati personali non sono più necessari o vengono usati in maniera inappropriata può far valere il diritto all’oblio e richiedere, mediante l’invio di apposito modulo debitamente compilato, la cancellazione, dai motori di ricerca responsabili del trattamento dei dati, di risultati specifici relativi a query che includono il proprio nome.

Nel caso di Google la rimozione dei dati si ottiene rivolgendosi direttamente a Google: chiunque intenda far valere il proprio diritto all’oblio dovrà inserire, personalmente o a mezzo di proprio rappresentante all’uopo autorizzato, in apposito modulo reperibile online, le informazioni personali (indirizzo email, dati identificativi, oggetto della richiesta, ecc.) che Google LLC, titolare del trattamento dei dati personali nonchè della gestione delle richieste di rimozione, utilizzerà allo scopo di evadere la richiesta pervenuta e adempiere alle sue obbligazioni legali. Il diritto all’oblio va, comunque, bilanciato con il diritto di cronaca e con l’interesse pubblico alla conoscenza di fatti acquisibili via web. In virtù di tale principio citato, il Tribunale di Roma ha escluso la “deindicizzazione” richiesta da un avvocato relativamente ad un’indagine giudiziaria che, seppure risalente al 2013, non si era ancora conclusa per cui per il Tribunale i fatti erano considerati ancora recenti e di interesse ampio, in quanto riferiti a persona avente rilevante ruolo pubblico. Anche Antonello Venditti, noto personaggio della scena musicale italiana, ha richiesto il diritto all’oblio: l’artista esprimeva la volontà di non dare nuova visibilità a fatti accaduti molti anni prima. Il processo avvenne a seguito della diffusione di alcuni video che ledevano la privacy dell’artista screditandone l’immagine in quanto contenevano commenti negativi sulla sua persona. Dopo un lungo iter burocratico, Venditti è stato riconosciuto dalla Cassazione come soggetto danneggiato poi- ché i video incriminati erano stati utilizzati senza un reale scopo informativo ma solo per interesse commerciale.