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Cancellare notizie da Google: due recenti provvedimenti dell’Autorità

Al giorno d’oggi, visto l’incremento che la tecnologia sta avendo nelle vite di ciascuno, è necessario che i risultati personali da Google potrebbero voler essere rimossi al punto che un soggetto possa ritenere che un determinato contenuto associato al proprio nome violi i parametri dettati dal GDPR, questo si chiama diritto all’oblio

Brevemente, il GDPR è il un Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali che ha sostituito il previgente Codice in materia di protezione e trattamento dei dati personali. 

La compilazione del documento è avvenuta attraverso uno scrupoloso lavoro sia a livello comunitario di contingenza degli organi quali Parlamento, Consiglio e Commissione europea, nonché a livello nazionale. Quest’ultimo passo è stato attuato grazie alle numerose sentenze che hanno preso avvio dalla famosissima sentenza della Corte di Giustizia Europea in materia di protezione dei dati e cancellazione degli stessi c.d. Google Spain emanata nel 2014. La pronuncia ha rivoluzionato il modo di guardare il diritto all’oblio, facendo in modo che questo venisse eretto a diritto fondamentale dell’uomo, ma pur sempre bilanciandolo con gli interessi della collettività, quali il diritto all’informazione e l’interesse storiografico di una determinata vicenda di cronaca.

Tornando al GDPR, questo è sicuramente un testo aggiornato anche rispetto agli avvenuti cambiamenti della società moderna, la quale man mano è entrata in un’ottica di sempre maggior digitalizzazione delle interazioni sociali. 

Provvedimento dell’Autorità Garante sul diritto all’oblio e la cancellazione dei dati da Google

Il Garante Privacy, autorità indipendente deputata al controllo ed al rispetto delle norme in materia di privacy e dati personali, riferisce in alcuni provvedimenti, di seguito riportati alcune semplici passaggi per poter ottenere dallo stesso la cancellazione dei dati pregiudizievoli dai motori di ricerca, il particolare da Google.

In particolare i provvedimenti che questo emana sono vincolanti tra le parti e hanno carattere quasi di precedente, in quanto servono a costruire sempre più l’impianto del diritto all’oblio.

Ad esempio nel provvedimento del 21 aprile 2021 il Garante, a seguito di reclamo per la cancellazione dei dati da Google, ha deciso in merito alle richiesta di un interessato che nel 2018 era stato soggetto ad una indagine giudiziaria che ha portato alla misura cautelare dell’arresto domiciliare, in seguito alla quale si è dimesso dal suo incarico di direttore di una struttura medica.

Sebbene, in fatto, la misura dell’arresto è stata revocata due mesi dopo, senza che di tale revoca sia stata data notizia, e il procedimento penale sarebbe al momento nella fase delle indagini preliminari, la notizia di quell’arresto ha comunque continuato ad essere su Google indicizzata attraverso il nome dell’interessato senza mai poterla cancellare. Questa la motivazione che ha spinto il soggetto a richiedere il diritto all’oblio direttamente al garante privacy.

Le notizie attuali e veritiere non possono essere cancellate

Secondo quanto riportato nel provvedimento i gravi reati commessi dall’interessato quali truffa, corruzione e abuso di ufficio, per i quali il reclamante è indagato in un procedimento penale attualmente in corso e, come sottolineato nelle Linee Guida -adottate il 26 novembre 2014 a seguito della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea del 13 maggio 2014 (Causa C-131/12), le richieste di deindicizzazione di notizie riguardanti reati gravi devono essere trattate con estrema cautela. Per questo motivo, il Garante dichiara il reclamo infondato.

Un altro provvedimento del Garante 

Ancora, sulla scorta di questo provvedimento, qualche mese dopo il garante torna a pronunciarsi con il provvedimento del 24 giugno 2021 nel quale l’interessato lamentava che a seguito di una lite con un suo compaesano, veniva riportato sui giornali un articolo che ledeva la propria reputazione online, di talché il reclamante ci tiene a specificare che l’episodio veniva chiuso il giorno dopo con la completa riappacificazione dei due contendenti, tant’è che la querela depositata la sera precedente, veniva ritirata il giorno successivo a quello della lite.

Secondo Google, in questo caso sussiste un interesse generale alla reperibilità delle predette informazioni a partire dal nominativo del reclamante in quanto non era trascorso abbastanza tempo per fare venire meno l’interesse storico alla ricerca della notizia, ed ancora che lo stesso reclamante ricopra un’attività che viene considerata, anche ai sensi delle Linee Guida, di pubblico interesse, in quanto lo stesso è un politico noto nel circondario.

Anche in questo caso dunque, il reclamo è da considerarsi infondato.



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