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Cancellare notizie da Google, il patteggiamento della pena

Il diritto all’oblio negli ultimi decenni ha assunto un ruolo sempre più importante, tale che   viene configurato quale diritto atto a rimuovere dal web i propri dati personali. Al fine di osservare il diritto all’oblio nei confronti dell’interessato, il Titolare delle informazioni personali che sono state diffuse pubblicamente su un sito web o una pagina, che abbiamo però contenuto pregiudizievole, ha l’obbligo di informare della richiesta di cancellazione altri titolari che trattano allo stesso modo i dati personali cancellati. Sul punto, ai sensi dell’art. 17 par. II del GDPR si fa riferimento a “qualsiasi link, copia o riproduzioni”.

L’origine del diritto all’oblio si riscontra nella sentenza del 2014, la c.d. sentenza Costeja, che ha dato anche modo al GDPR di venire ad esistenza così come lo si conosce oggi.

Cosa accade con la cancellazione dei dati personali da Google?

Frequentemente un interessato ha necessità di vedere scomparire le notizie a lui indicizzate che gli creano pregiudizio, spesso, però la rimozione dei dati personali e delle notizie che creano un danno alla reputazione, non è sempre possibile. 

Il limite al diritto all’oblio

Il GDPR ha costituito una serie di limitazioni, vale a dire dei casi limite in cui non è possibile chiedere la rimozione delle notizie o degli URL lesivi dal web. Uno di questi casi è esempio laddove la notizia, per le qualità soggettive dell’interessato, (soggetto notorio, esponente di forza politica etc.), risulta essere utile alla soddisfazione dell’interesse storiografico della collettività.

A seguito della riforma Cartabia, entrata in vigore da poco, viene riconosciuto automaticamente il diritto all’oblio per tutte quelle vicende giudiziarie che si concludono con una pronuncia assolutoria a formula piena, del tipo “perché l’imputato non ha commesso il fatto, perché il fatto non sussiste” ai sensi dell’art. 530 c.p.p.

I Provvedimenti del garante Privacy rispetto alla cancellazione delle notizie da Google

L’autorità indipendente che è preposta proprio al controllo rispetto alla attuazione del GDPR è il Garante Privacy, questa è solita emanare provvedimenti che fungono da linee guida nell’ambito della privacy e del controllo della stessa. Invero, Rispetto ai provvedimenti dell’Autorità giudiziaria, il Garante Privacy ha stabilito con una nota del 2021 che si possa disporre la rimozione delle notizie relative ad un provvedimento di patteggiamento, così come quello di non menzione del casellario motivando che il provvedimento, sia dell’una che dell’altra specie è “finalizzato a limitare la conoscibilità della condanna subita da un determinato soggetto, verrebbe, di fatto, vanificato ove fosse consentito al gestore di un motore di ricerca di trattare ulteriormente tale dato attraverso la reperibilità in rete di esso in associazione al nominativo dell’interessato”

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