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Cancellare notizie da Google nel 2022

Accade spesso che un soggetto voglia cancellare notizie da Google che gli creano pregiudizio, perché non aggiornate e dunque obsolete, perché inesatte ovvero, ancora, perché integratrici addirittura di un reato. Questa procedura, il diritto all’essere dimenticati ha un nome preciso, ed è quella del diritto all’oblio. Il diritto all’oblio è stato introdotto nell’ordinamento nazionale, oggi, attraverso la Riforma Cartabia che assicura un posto in prima linea alla deindicizzazione delle notizie sul web derivante da pronuncia giudiziale dal carattere assolutorio. Il nuovo testo proposto dalla riforma Cartabia, ponendo l’obiettivo di riformare il sistema giudiziario ed in particolare il procedimento penale, interviene sull’art. 154 ter delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, determinando che le prescrizioni delle sentenze favorevoli al prevenuto vengano comunicate al Garante privacy, Autorità preposta al controllo ed alla regolarità dei dati personali sul web, costituendo questo titolo per l’emissione di un provvedimento di deindicizzazione dalla rete internet dei contenuti negativi che derivano dal procedimento penale e comprendenti i dati personali dell’accusato.

Diritto all’oblio, come si evolve con la riforma Cartabia

Nella riforma sul processo penale, è stato previsto che il diritto all’oblio, si concretizzi attraverso la deindicizzazione delle notizie attinenti a procedimenti penali definiti con archiviazione, sentenza di non luogo a procedere o assoluzione. In questo senso si dice delle operazioni compiute dai motori di ricerca attraverso parole chiave e tag appositi, che organizzano un contenuto, al fine di includerlo nell’indice della barra di ricerca dell’internet, rendendolo così maggiormente visibile agli altri utenti.

La sentenza Costeja del 2014 ha spianato la strada al diritto alla cancellazione delle notizie dalla rete

Il diritto all’oblio è stato per la prima volta portato alla luce dalla sentenza Costeja del 2014 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, o anche meglio conosciuta con il nome di Google Spain. A seguito della pronuncia ivi menzionata, anche conosciuta come il caso Google Spain, è stato varato l’obbligo per i motori di ricerca di rimuovere notizie pregiudizievoli dal web collegati al nome di un determinato soggetto quando queste risultano essere obsolete o non veritiere ovvero non aggiornate. Nel primo caso sarebbe possibile da parte del webmaster, cioè il titolare o il gestore di un sito internet ed ha la possibilità di effettuare interventi di modifica, cancellazione o anche aggiornamento degli URL del sito dal quale abbiamo intenzione di rimuovere il contenuto. Se non sai come contattare il webmaster segui queste semplici istruzioni.

Il procedimento di deindicizzazione

Si è parlato in apertura della ipotesi di deindicizzazione, ebbene, questo è il processo inverso alla c.d. indicizzazione. In tal senso la deindicizzazione dai motori di ricerca, seppur non equivalente alla rimozione delle informazioni lesive dal web, consiste nel conseguimento degli stessi medesimi effetti pratici: attraverso questo metodo si ottiene infatti la cancellazione delle informazioni relative all’interessato dalle ricerche Google, ovvero da altro motore di ricerca. Orbene, la notizia sarà dunque visibile, tuttavia ai soli soggetti che navigano sulla pagina in cui è contenuto l’articolo, di solito un sito web.

Nella maggior parte dei casi, per avere un bilanciamento tra gli interessi del singolo e della collettività si procede sempre con la deindicizzazione, che in fin dei conti, come si è notato, consegue lo stesso effetto pratico della rimozione dei contenuti.

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