Cancelliamo i dati indesiderati +39.06.39754846 cyberlex.net

Cancellare notizie da internet: il modulo Bing per la richiesta

L’esercizio del diritto all’oblio prevede una particolare forma di garanzia consistente nella non diffusione, senza particolari motivi, di informazioni che possono costituire un precedente pregiudizievole dell’onore di una persona, per tali intendendosi principalmente i precedenti giudiziari di una persona.

Il diritto ad essere dimenticati online invece consiste nella cancellazione dagli archivi online, anche a distanza di anni, di tutto il materiale che può risultare sconveniente e dannoso per soggetti che sono stati protagonisti in passato di fatti oggetto di cronache.

L’art. 17 del GDPR, fonte normativa del diritto all’oblio

Il diritto alla cancellazione dei dati personali dai motori di ricerca è una dei principali cambiamenti del GDPR. Nella prassi questo tipo di diritto viene comunemente definito diritto all’oblio e viene disciplinato ai sensi dell’art. 17 GDPR. La disposizione della norma chiarisce che “l‘interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l’obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali, se sussiste uno dei motivi seguenti: i dati personali non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o altrimenti trattati; l’interessato revoca il consenso su cui si basa il trattamento e se non sussiste altro fondamento giuridico per il trattamento; l’interessato si oppone al trattamento e non sussiste alcun motivo legittimo prevalente per procedere al trattamento; i dati personali sono stati trattati illecitamente; i dati personali devono essere cancellati per adempiere un obbligo legale previsto dal diritto dell’Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento; i dati personali sono stati raccolti relativamente all’offerta di servizi della società dell’informazione”.

Ha un campo di applicazione più esteso di quello di cui all’art. 7, comma 3, lettera b), del Codice, poiché l’interessato ha il diritto di chiedere la cancellazione dei propri dati, per esempio, anche dopo revoca del consenso al trattamento.

Nel 2014 la Corte di giustizia dell’Unione Europea ha decretato che gli individui hanno il diritto di chiedere ai motori di ricerca il blocco dei risultati delle query che includono il proprio nome se tali risultati sono incompleti, insufficienti, non più pertinenti o eccessivi.

Se si risiede in Europa e si ha interesse a richiedere il blocco su Bing dai risultati di ricerca correlati al proprio nominativo può essere compilato il modulo messo a disposizione da Microsoft al seguente link: Modulo BING – Privacy.

  • Come compilare il modulo

Nella prima parte del modulo ci si dovrà identificare inserendo anche i dati relativi alla residenza ed alle informazioni di contatto specificando inoltre il nome utilizzato come query di ricerca che genera il risultato che si desidera venga bloccato.

Nella ultima parte della prima sezione c’è la possibilità di caricare la documentazione che confermi le informazioni inserite nei formati file: jpg, png, docx e pdf.

Nella seconda parte si dovrà invece specificare il proprio ruolo nella società o nella comunità relativamente a:

-esponente politico;

-persona famosa o simili;

-insegnante;

-membro del clero;

-leader;

-poliziotto;

-medico e simili.

Orbene, adesso si dovrà specificare l’URL (Uniform Resource Locator), il quale rappresenta l’indirizzo univoco di un file o una pagina Web accessibile su Internet. Identificato l’URL o gli URL del/i quale/i si richiede il blocco dai risultati di ricerca Bing è necessario specificare il motivo della richiesta scegliendo ad esempio la voce “informazioni inesatte o false, incomplete o inadeguate…”. Infine bisognerà inserire il proprio nome in “firma elettronica” ed inviare il modulo affinché Microsoft possa elaborare la richiesta.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: