Cancellare Notizie di Cronaca Penale da Google: Deindicizzazione Online
6 Settembre 2024
Cancelliamo i Dati Indesiderati
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Negli ultimi anni, il diritto all’oblio ha assunto un ruolo centrale nella protezione della privacy, specialmente in relazione alla diffusione di notizie tramite internet e i motori di ricerca. La crescente attenzione mediatica verso processi penali e altre vicende personali ha portato alla necessità di una tutela sempre più efficace degli individui, specie per quanto riguarda la rimozione o deindicizzazione di contenuti online che riguardano soggetti assolti o prosciolti. A tal proposito, la Riforma Cartabia, introdotta con il D.Lgs. n. 150 del 10 ottobre 2022, ha apportato importanti modifiche alla disciplina del diritto all’oblio, sancendo, tra le altre cose, il diritto alla deindicizzazione in favore degli imputati e delle persone sottoposte a indagini.
La Riforma Cartabia e il Diritto alla Deindicizzazione
L’art. 41, comma 1, lettera h), del D.Lgs. n. 150/2022 ha introdotto l’art. 64-ter nel codice di procedura penale, rubricato “Diritto all’oblio degli imputati e delle persone sottoposte a indagini”. Già la L. 27 settembre 2021, n. 134, nota come Riforma Cartabia, aveva previsto il diritto alla deindicizzazione per gli imputati assolti o indagati, a seguito di archiviazione o di una sentenza di non luogo a procedere.
Il comma 1 dell’art. 64-ter c.p.p. stabilisce che “La persona nei cui confronti sono stati pronunciati una sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere ovvero un provvedimento di archiviazione può richiedere che sia preclusa l’indicizzazione o che sia disposta la deindicizzazione, sulla rete internet, dei dati personali riportati nella sentenza o nel provvedimento”. Questo diritto si fonda sull’art. 17 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), che disciplina il diritto alla cancellazione dei dati personali. La norma tutela coloro che, sebbene coinvolti in un procedimento penale, sono risultati estranei alle accuse e desiderano proteggere la loro reputazione online.

Procedura di Deindicizzazione e Obblighi della Cancelleria
La normativa distingue tra preclusione dell’indicizzazione e deindicizzazione. Il comma 2 prevede che, su richiesta dell’interessato, la cancelleria del giudice apponga l’annotazione che preclude l’indicizzazione del provvedimento. La formula da inserire recita: “Ai sensi e nei limiti dell’articolo 17 del regolamento (UE) 2016/679, è preclusa l’indicizzazione del presente provvedimento rispetto a ricerche condotte sulla rete internet a partire dal nominativo dell’istante”.
Il comma 3 si riferisce alla deindicizzazione, ove la cancelleria del giudice aggiunge una nota secondo cui il provvedimento costituisce titolo per ottenere la deindicizzazione sui motori di ricerca generalisti. Questa annotazione consente all’interessato di richiedere formalmente a Google o altri motori di ricerca di rimuovere i link che riportano a contenuti dannosi per la sua reputazione, in questi casi è utile cancellare notizie da Google.
Differenze tra Deindicizzazione e Cancellazione
È importante chiarire la differenza tra deindicizzazione e cancellazione dei contenuti, come eliminare notizie da internet. La deindicizzazione comporta la rimozione di un contenuto dai risultati di ricerca, impedendo che sia facilmente accessibile tramite motori di ricerca come Google. Tuttavia, il contenuto stesso non viene eliminato dal sito web originale, rimanendo accessibile tramite l’URL diretto. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9147/2020, ha chiarito che il diritto all’oblio riguarda la protezione della reputazione dell’individuo, evitando che una rappresentazione non più attuale della persona possa continuare a provocare pregiudizio alla sua immagine pubblica.
Evoluzione Giurisprudenziale
Il diritto alla deindicizzazione e il diritto all’oblio hanno sollevato numerose questioni giuridiche, soprattutto con riferimento alla loro autonomia. Non esiste una definizione univoca di diritto all’oblio, ma già prima dell’avvento di internet, la dottrina parlava del diritto a che fatti ormai passati non siano più accessibili o divulgati, salvo eccezioni giustificate dall’interesse pubblico. Il GDPR ha introdotto nuove tutele, consentendo la cancellazione dei dati personali qualora non fossero più necessari per le finalità originarie, sancendo il diritto alla deindicizzazione in determinate circostanze.
La Riforma Cartabia rappresenta un passo avanti nel riconoscimento del diritto alla deindicizzazione per coloro che sono stati coinvolti in procedimenti penali ma che ne sono usciti senza colpa. La norma offre una tutela concreta contro la diffusione di informazioni obsolete o non più pertinenti, bilanciando il diritto alla riservatezza con la libertà di informazione. Tuttavia, restano aperte diverse questioni, in particolare riguardo all’efficacia della deindicizzazione a livello globale e al suo coordinamento con le normative europee. Sarà fondamentale monitorare l’evoluzione giurisprudenziale per comprendere come verrà applicata questa normativa e se vi saranno ulteriori sviluppi in merito al bilanciamento tra diritto alla privacy e libertà di informazione.
