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Come vengono tratatti i dati giudiziari nell’ordinamento nazionale. Il parere del Garante

Con l’avvento delle nuova tecnologia è stato decifrato un aumento della produzione di dati personali che vengono diffusi sul web, basti pensare allo SPID, o a tutte quelle che sono le tante attività che consentono di essere espletate comodamente da casa con un click dando però il consenso al trattamento dei dati personali.

I dati personali, sopratutto quelli sensibilissimi, se vengono assunti nelle mani sbagliate possono comportare ingenti danni alla reputazione del soggetto, il quale dovrà, per forza di cose, garantirsi una tutela efficace attraverso o richieste di deindicizzazione o nella maggior parte delle ipotesi di rimozione dei dati personali da internet e dai browser di ricerca, come Google. Questa pregiudizialità accade anche e soprattutto quando i dati oggetto di apprensione sono quelli giudiziari.

Cosa si intende per dati giudiziari, le caratteristiche secondo il Garante Privacy

Secondo il Garante Privacy, vengono definiti dati giudiziari tutte quelle informazioni che identificano o rendono identificabile, direttamente o indirettamente un soggetto, questi in particolare però sono inerenti a condanne penali e reati o anche a vicende giudiziarie.Dunque, in questi casi le informazioni ora in esame hanno la facoltà di rivelare a tutti coloro che ne abbiano interesse o solo che cercando, l’esistenza di provvedimenti giudiziari iscritti nel casellario giudiziale; un esempio in tal esteso sono tutti quei provvedimenti penali di condanna che sono passati in giudicato, e dunque sono definitivi, ma anche la liberazione condizionale, o il divieto od obbligo di soggiorno, le misure alternative alla detenzione etc. Altresì i dati giudiziari hanno la facoltà di segnare la qualità di imputato o di indagato di un soggetto. Il Regolamento (UE) 2016/679, anche meglio conosciuto come GDPR all’art.10, determina in tale nozione anche quei dati relativi alle condanne penali ovvero ai reati e misure di sicurezza.

Il Ministero e la proposta di tutela avverso i dati giudiziari

Per questo motivo, data l’importanza della questione il Ministero ha sollecitato il Garante all’emissione di un parere che si riferisce proprio alla decisione sul trattamento dei dati personali, e quelli giudiziari in particolare. Queste richieste di intervento si pongono nell’ottica di iniziative di rafforzamento e tutela che il Ministero a predisposto in particolare in settori della legalità e della prevenzione delle infiltrazioni della criminalità nelle attività economiche, ai sensi del D.Lgs. nr. 159/2011I protocolli ora esistenti in merito, sono stati considerati come strumenti efficaci allo scopo tuttavia, ciò non basta.

La decisione del Garante

Il Garante a seguito del parere del Ministero assume la validità della richiesta di predisporre nuove linee guida e normative in punto di tutela della privacy e della garanzia di protezione dei dati giudiziari di cui si parla. Per cui, sulla linea di quanto definito dal Ministero, considera le vecchie linee guida come valide a tal punto che dispone i trattamenti medesimi siano applicati anche a tutti i protocolli di intesa, stipulati o stipulandi, a far data dalla adozione del decreto. Ancora, disciplina che i dati raccolti con i relativi trattamenti, in attuazione dei protocolli ivi menzionati devono essere adeguati, pertinenti e strettamente necessari alle finalità di prevenzione e contrasto dei fenomeni di criminalità organizzata; gli stessi poi devono essere esatti, considerando anche gli aggiornamenti alle vicende giudiziarie a cui rimandano e non possono essere utilizzati per finalità diverse da quelle indicate. 

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