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Diritto all’oblio, le notizie lesive dei social network

Non è infrequente che molte persone si trovano a dover combattere contro le diffamazioni perpetrate nei loro confronti sui social network, come instagram, Facebook e così via.

La possibilità di eliminare gli articoli dal web o dalle pagine social non è stata sempre offerta agli utenti del web, infatti solo l’introduzione del diritto all’oblio questa possibilità è stata resa realtà. Dunque, la introduzione del diritto all’oblio risale alla normativa di cui all’articolo 17 del GDPR, che tiene conto del diritto di richiedere la deindicizzazione stabilito dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea con la sentenza c.d. CostejaCon l’avvento dei social network, come Facebook, Instagram Twitter etc., che danno la possibilità a chiunque di scrivere su qualsiasi cosa, sono aumentati in modo esponenziale anche i casi in cui il social viene utilizzato per commettere azioni ai limiti della legalità. Non è infrequente infatti che molti post su Facebook siano votati alla violenza, all’incitazione all’odio e violino le linee guida da questo prodotte. Ancora, è possibile che con il mezzo del social, nel caso Facebook, vengano perpetrati reati come diffamazione e stalking in danno delle vittime, oppure che gli effetti degli illeciti vengano acuiti con post e messaggi sulle piattaforme social.

Rimuovere un contenuto pubblicato sul diario Facebook 

Per cancellare i post pubblicati sul nostro diario o da qualche amico. Per eliminare un post dal diario pubblicato da queste categorie di soggetti si dovrà cliccare sulla immagine del profilo in alto a destra di Facebook e trovare il post. Da qui, premere in alto a destra del post e selezionate l’opzione “elimina il post” oppure “nascondi dal profilo” che compare nel menu a discesa. Laddove si dovesse decide di nascondere dal profilo, il post non verrà rimosso ma semplicemente nascosto dal diario e non sarà visibile agli altri utenti.

Invece, se si decide di eliminare il post, l’opzione rimuoverà del tutto il post da Facebook. Appare logico che è possibile eliminare solo i post che hai pubblicato tu.

Cancellare post su internet pubblicati su un social

Per eliminare definitivamente una notizia dal web è possibile attuare diversi metodi. In primo luogo possiamo rivolgerci direttamente a Google per la rimozione delle informazioni personali, che mette a disposizione un apposito modulo che consente di richiedere la rimozione dalla Ricerca Google di risultati specifici relativi a query che includono il nostro nome ovvero le nostre informazioni personali. 

Per questo tipologia di richiesta, il Team di Google bilancia i diritti alla privacy del privato con l’interesse della collettività, e con quello storiografico ad avere accesso alle informazioni, oltre che al diritto di altre persone a diffondere notizie per cronaca. 

Richiedere la rimozione delle notizie lesive da un social network all’autore a mezzo di un legale

Si potrebbe, promuovere direttamente un’azione sul social, e per questo segnalare il contenuto direttamente a Facebook, nel caso di specie, usando il link che ci permette di inviare una segnalazione laddove il post non è stato da noi pubblicato, e dunque non possiamo esserne padroni; la finestra “invia una segnalazione” la troviamo accanto ad ogni singolo contenuto, solitamente in alto a destra. È bene però rimarcare che la rimozione avviene solo nel solo caso in cui Facebook riscontri, attraverso il proprio Tema di esperti, una grave e palese violazione delle linee guida in tema di privacy policy, per fare un esempio quando vi sono immagini di nudo, post che incitano all’odio e alla violenza, ecc. In questo caso, la soluzione più efficace risulta essere quella di mettersi in contatto con l’autore del post, ed invitarla, anche mediante una lettera legale, ed eliminare lo stesso, in quanto risulta diffamatorio o lesivo della reputazione. Nel gergo giuridico questa tipologia di lettera acquista il nome di diffida e ha il compito di avvisare la persona che se prosegue con l’attività ovvero non cancella i contenuti entro un termine perentorio, ivi previsto, potrebbe incorrere in procedimenti dinanzi l’Autorità Giudiziaria.  Per questo è sempre rivolgersi ad un Legale esperto, il quale può certamente valutare la migliore strategia da attuare, anche perché se si arriva dinanzi ad un Giudice non si pensi che il semplice screenshot possa essere fonte di prova legale, infatti, serve una certificazione dello stesso al fine di poterlo valutare quale elemento probatorio a carico della nostra tesi accusatoria.

Per questo motivo è sempre bene rivolgersi ad un Legale, laddove le notizie trapelate siano false e ledano la reputazione del soggetto, tanto da integrare una diffamazione.

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