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Il problema degli smartphone che ci spiano

Gli Smartphone fanno ormai parte della nostra quotidianità ed il loro utilizzo si dispiega in tutti o quasi i settori della nostra vita. Nell’ambito lavorativo, in quello dello studio ed anche in quello ludico, insomma, sono una presenza costante, ed è proprio per questo che si rischia di mettere in pericolo la nostra privacy. A tutti è capitato almeno una volta di notare che sul proprio motore di ricerca o su un proprio social network sia comparsa la pubblicità di un prodotto, di un servizio o di viaggio di cui si era parlato poco prima, una coincidenza? Chiaramente nella maggioranza dei casi, presi dalla frenesia dei mille impegni, si pensa ad una coincidenza ma quando notiamo che la frequenza di queste pubblicità mirate aumenta è normale porsi una domanda. Il Garante ha ricevuto da parte di molti utenti delle segnalazioni in merito alla questione; gli stessi avrebbero sottolineato e fatto notare di come alla semplice pronuncia anche di una singola parola, relativa ad un prodotto o servizio acquistabile, si riesca ad influenzare le pubblicità sui propri smartphone.

Una possibile causa e l’indagine avviata dal Garante Privacy

Una delle cause principali di questo problema riguarda i c.d. consensi informati. Invero, quando si scarica un’app sul nostro smartphone, al primo avvio della stessa, ci viene richiesto di prestare la nostra autorizzazione ovvero il consenso, e spesso si accetta tutto senza leggere attentamente il testo principale e, di conseguenza, nemmeno le varie clausole. Proprio una di queste clausole, infatti, riguarda il consenso all’utilizzo del microfono anche mentre l’app non è in uso. Le applicazioni venderebbero, poi, le informazioni ottenute grazie all’uso dei microfoni a diverse società per scopi commerciali.  A seguito dell’apprensione di ciò, l’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali ha avviato un’istruttoria che prenderà in esame decine tra le app più usate, per verificare che “l’informativa resa agli utenti sia chiara e trasparente e che sia stato correttamente acquisito il loro consenso”. L’indagine da parte del Garante per la Protezione dei Dati Personali farà il suo corso giungendo ad una decisione che attribuirà le responsabilità a chi di competenza. 

Cosa fare per disattivare questa funzione

Nell’attesa che l’Autorità competente svolga le dovute indagini possiamo tutelarci in poche e semplici mosse, disattivando i permessi di utilizzo del microfono, in particolare quando le app non sono in uso.

Per fare ciò basterà seguire questi semplici passi:

Se si possiede uno smartphone iOS basterà andare nel menu “impostazioni”, premere su “privacy” ed infine su “microfono”, a questo punto basterà scegliere dall’elenco per quali app mantenere attivo l’utilizzo del microfono e per quali invece disattivarlo;

Procedura analoga ed allo stesso modo facile e veloce per gli smartphone con la tecnologia Android, per questi ultimi sarà necessario partire sempre dal menu “impostazioni”, andare su “privacy” e poi sulla barra “Gestisci autorizzazioni” ed infine “Microfono”, da qui disattivare il microfono nelle app desiderate.