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Mercato unico dei dati: cosa prevede il Data Act

Il diritto all’oblio è quel diritto di nuova generazione che permette di cancellare da internet o dal web in generale, quelli che sono i propri dati personali. Affinchè l’interessato benefici del diritto all’oblio nei confronti, il Titolare delle informazioni personali che sono state diffuse pubblicamente su un sito web o una pagina, che abbiamo però contenuto pregiudizievole, ha l’obbligo di informare della richiesta di cancellazione altri titolari che trattano allo stesso modo i dati personali cancellati. Sul punto, ai sensi dell’art. 17 par. II del GDPR si fa riferimento a “qualsiasi link, copia o riproduzioni”. La CGUE ha stabilito inoltre che una richiesta di deindicizzazione trovava fondamento nel diritto di rettifica/cancellazione e nel diritto di opposizione ai sensi, rispettivamente, degli articoli 12 e 14 della direttiva. Un passo molto importante è stato quello relativo al c.d. Data Act. 

Che cosa si intende per Data Act

Il Data Act è considerato allo stato uno dei documenti più importanti del pacchetto normativo UE dedicato ai dati personali. Una spinta per l’accoglimento del testo, in via definitiva, è stata data dalla Presidenza semestrale di turno del Consiglio UE, che nel caso è stata quella della Repubblica Ceca. 

Il documento non è ancora completo, ma è in via di definizione cerca in ogni caso di essere bilanciato tra la voglia di offrire i dati digitali nel modo più libero possibile sul web e quello di tutelare e preservare adottando varie misure, tutti i diritti che spettano ai produttori dei dispositivi, i quali a loro volta generano dati basati rispetto all’uso operato dagli stessi utenti.

Cosa comporta la libera circolazione dei dati 

Il documento de quo è destinato ad introdursi nei tanti testi che compongono la nuova strategia europea dei dati, che è mirata sino al 2030, sulla scorta del GDPR, il quale mira, tra l’altro menzionando tra le sue finalità, la possibilità di sostenere la libera circolazione dei dati personali in tutta Europa. Questo progetto però può essere operato solo con l’ausilio di nuovi testi regolamentari del pacchetto dati.

Invero, gli interventi sui dati personali e non che dovrebbero essere promossi, avrebbero il carattere dell’armonia con tutti i principi base di protezione che vengono garantiti dal Regolamento sulla protezione dei dati personali, il quale funge da uno delle basi solide su cui vengono rette le nuove proposte di riforma.

L’approvazione del Data Act

Il Dat Act, come detto in apertura, è stato proposto quale bozza già nel febbraio 2022, a complemento del Data Governance Act, che tuttavia risale all’anno 2020 ed è stato approvato solo nel maggio del 2022 dal Consiglio UE; il Data Act è stato modellato su pratiche di diffusione di dati sia tra imprese che tra le Pubbliche Amministrazioni, e si basa sull’utilizzazione dei dati generati soprattutto da dispositivi come quelli del c.d. IoT (Internet of Things).

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