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Perché in Danimarca hanno bandito Google dalle scuole

Perché in Danimarca hanno bandito Google dalle scuole

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Il GDPR è il Regolamento Europeo per la Protezione dei Dati Personali che ha sostituito il previgente Codice in materia di protezione e trattamento dei dati personali, ad oggi è la massima fonte di sicurezza per coloro che navigano in internet. 

Il documento è stato redatto a seguito di un meticoloso lavoro avvenuto sia a livello comunitario attraverso la contingenza degli organi quali Parlamento, Consiglio e Commissione europea, che a livello nazionale. Quest’ultimo passo è stato attuato grazie alle numerose sentenze che hanno preso avvio dalla famosissima sentenza della Corte di Giustizia Europea in materia di protezione dei dati e cancellazione degli stessi c.d. Costeja emanata nel 2014. La pronuncia ha rivoluzionato il modo di guardare il diritto all’oblio, facendo in modo che questo venisse eretto a diritto fondamentale dell’uomo, ma pur sempre bilanciando con gli interessi della collettività, quali il diritto all’informazione e l’interesse storiografico di una determinata vicenda di cronaca.

Il diritto all’oblio nel mondo: il caso della Danimarca

In queste ultime ore è stata resa pubblica la notizia secondo la quale la Danimarca avrebbe bannato il noto motore di ricerca Google dalle scuole. Questa rimozione di Google è avvenuta a seguito delle numerose preoccupazioni rispetto al rischio del trasferimento illecito dei dati personali degli studenti. Invero, non saranno più visibili nelle scuole danesi: Chromebooks e il Google Workspace, successivamente ad un monitoraggio da parte delle autorità scolastiche di Helsingør che hanno affrontato molti rischi sulla gestione dei dati da parte delle soluzioni fornite da Google.

Il rischio del trasferimento dei dati nei paesi fuori Europa

L’autorità danese ha, infatti, reso noto che il contratto per il trattamento dei dati personali e quello per i termini e le condizioni di Google, solo apparentemente consente il trasferimento dei dati ad altri paesi allo scopo di fornire supporto. In realtà, i computer con un sistema come Chromebook di Google, ad esempio, consentono una violazione molto più alta della sicurezza dei dati personali. 

Il raggio di azione della decisione giurisdizionale 

Ad oggi, la pronuncia in esame sembra applicarsi solo a quelle scuole di Helsingør, tuttavia il Datatilsynet analizza che a causa delle molte delle conclusioni a cui si è giunti renderà altamente probabilmente l’applicazione anche ad altri comuni.

La contromossa di Google

Dal canto suo Google, anche attraverso l’ausilio dei legislatori europei, ha rafforzato la propria piattaforma al fine di tutelare che le organizzazioni pubbliche e private rimangano con l’azienda e non si discostano dalla politica della stessa. Infatti proprio mesi fa, Google ha annunciato che avrebbe lanciato una serie di moderni “controlli sovrani” per tutti gli utenti di Workspace in Europa, che gli permetteranno di “controllare, limitare e monitorare i trasferimenti di dati da e verso l’UE”.

Uno sguardo a Google Analytics

Tuttavia, la dichiarazione della Commissione europea e degli Stati Uniti del marzo 2022 su una futura decisione di regolamentare adeguatamente i flussi di dati verso gli Stati Uniti è al momento solo un annuncio politico. Si auspica però che già in autunno si possa arrivare un contemperamento di interessi tale da consentire l’utilizzo di Google in ogni parte d’Europa con la massima tranquillità.


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