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Quando può essere esercitato il diritto alla cancellazione dei dati?

Negli ultimi anni si è presa una certa consapevolezza secondo la quale, la conservazione per un tempo indefinito dei dati attraverso le ricerche Google consta all’interessato della notizia pregiudizievole, la quasi impossibilità di obliare le proprie colpe passate e di rimando non consentirgli di ricostruirsi una nuova identità sociale.

Per limitare il problema, che notoriamente prende il nome di diritto all’oblio, Google ha messo a disposizione alcune tutele per colui che voglia rimuovere notizie dalle ricerche Google, anche a discapito dell’interesse storiografico cui le notizie stesse si fanno portavoce.

In primo luogo, è bene ricordare che già nel 2012 l’Europa iniziava a parlare di diritto all’oblio, tentando attraverso un iter in continuo divenire, a limitare la raccolta delle informazioni personali, proponendo un’informativa chiara e completa in cui spiegare i fini della stessa per consentirne la rimozione completa. Nel 2016, poi, si è giunti al Regolamento sulla Protezione dei Dati GDPR che ha positivizzato sia i diritti che le modalità di tutela degli stessi, i quali nelle normative previgenti venivano affidati soltanto a pronunce di tipo giurisprudenziale, a livello nazionale che europeo.

L’art. 17 del GDPR

Il diritto alla cancellazione dei dati personali dai motori di ricerca è una dei principali cambiamenti del GDPR. Di solito, siffatto tipo di diritto alla cancellazione di notizie pregiudizievoli viene comunemente definito con il termine di diritto all’oblio e viene disciplinato ai sensi dell’art. 17 GDPR. 

La disposizione normativa stabilisce testualmente che “l‘interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l’obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali, se sussiste uno dei motivi seguenti: i dati personali non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o altrimenti trattati; l’interessato revoca il consenso su cui si basa il trattamento e se non sussiste altro fondamento giuridico per il trattamento; l’interessato si oppone al trattamento e non sussiste alcun motivo legittimo prevalente per procedere al trattamento; i dati personali sono stati trattati illecitamente; i dati personali devono essere cancellati per adempiere un obbligo legale previsto dal diritto dell’Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento; i dati personali sono stati raccolti relativamente all’offerta di servizi della società dell’informazione”.

Come eliminare notizie pregiudizievoli attraverso Google

Per cancellare i risultati personali da Google, il browser di ricerca americano più famoso al mondo, mette a disposizione un modulo atto alla rimozione dei contenuti personali, il quale una volta compilato in ogni sua parte verrà inviato direttamente al Team di Google LLC. 

Come agisce Google a seguito della compilazione del modulo

Google avrà poi il difficile compito di determinarsi sulla richiesta di rimozione, la quale potrà essere accolta, con la conseguente rimozione o deindicizzazione dei dati personali, oppure rigettata perché non vi sono abbastanza informazioni per consentire al Google di determinarsi, i contenuti sono già stati rimossi ovvero Google non ritiene di dover procedere alla cancellazione dei contenuti pregiudizievoli poiché in un’ottica di bilanciamento, il diritto all’oblio soccombe rispetto a quello di interesse generale della collettività ad essere informata riguardo una vicenda. 

I fattori che possono portare altresì al rigetto della richiesta possono essere: la notorietà della persona interessata, quale personaggio che fa o ha fatto parte della vita politica, o di particolare notorietà per cui è necessario che la comunità venga informata rispetto alle vicende a lui accadute.

Le eccezioni al diritto all’oblio

Esistono tuttavia delle eccezioni al diritto all’oblio, invero i dati possono essere cancellati con facilità laddove l’interessato non sia un personaggio pubblico e l’interesse del singolo vittima di un pregiudizio dato dall’articolo stesso, supera di gran lunga l’interesse del pubblico ad avere accesso alle informazioni, in questo caso il motore di ricerca sarà obbligato a cancellare dai risultati i link alle pagine web in cui compaiono il proprio nome e cognome.

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