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Alcuni esempi di notizie cancellate da Google

Il diritto all’oblio, introdotto nel nostro ordinamento dall’art. 17 del Regolamento (UE) nr. 679/2016 sulla protezione dei dati personali, anche conosciuto come GDPR, è confacente a quel diritto di essere dimenticati.  La norma di cui sopra determina una serie di cause alla presenza delle quali il soggetto interessato ha il diritto di ottenere dal Titolare del Trattamento l’eliminazione delle notizie pregiudizievoli allo stesso relative senza margini di ritardo. Per fare un esempio, un soggetto può richiedere la cancellazione del proprio nome da Google ovvero la rimozione dalle notizie dalle ricerche Google, nel caso in cui i propri dati personali non siano più indispensabili rispetto alle finalità per i quali venivano conseguiti o trattati o quando si sia revocato il consenso al trattamento o quando ancora i dati siano stati raccolti in maniera illecita.

Sino a questo momento, il diritto all’oblio è stato oggetto della c.d. riforma Cartabia sul processo penale, che ha come proposito preponderante quello di  determinare l’ottenimento automatico della cancellazione dal web delle notizie de qua laddove sia incorso un provvedimento dell’autorità giudiziaria di assoluzione piena.

Esempi di notizie cancellate da Google

Di seguito riportiamo alcuni esempi che lo stesso Google, nella sezione trasparency, pubblica. Siffatte segnalazioni sono reali, nel senso che sono state inoltrare a Google da soggetti interessati alla rimozione del proprio nome dal browser di ricerca o dalle query. Durante la valutazione di ogni richiesta, Google deve considerare i diritti dell’individuo e l’interesse pubblico per i contenuti. Google rimuove qualsiasi informazione personale, vediamone alcune.

La richiesta proveniente dall’Austria, le URL incomplete

Google ha ricevuto una richiesta da un genitore, per conto di suo figlio, al fine di cancellare da Google circa 97 URL nel 2019. Secondo i social media e gli articoli di notizie, l’altro genitore avrebbe denunziato la scomparsa del figlio minorenne. Il richiedente, primo genitore, ha corredato le prove che confermavano che fosse l’unico tutore del minorenne e che quest’ultimo non fosse scomparso ma che fosse semplicemente sotto la sua vigilanza. Il risultato di Google è stata la rimozione di 92 URL in quanto contenenti informazioni sensibili di un minorenne. Le altre 5 URL restanti, che erano state fornite dal richiedente erano incomplete e per questo non è stato possibile intraprendere alcuna azione in merito.

La richiesta proveniente dal Belgio

In questo caso l’autorità competente per la protezione dei dati personali belga ha inoltrato a Google una richiesta di cancellazione di un soggetto privato, il quale aveva chiesto di eliminare 2 articoli di notizie dalla Ricerca Google in cui si parlava dei propri crimini commessi e delle conseguenti condanne avute a seguito degli stessi. Le notizie di cui sopra, includevano altresì ripetuti atti di violenza fisica e lo stupro di un minorenne. Il risultato della richiesta di rimozione Google, è stato negativo data la natura estremamente grave dei crimini e l’interesse legittimo del pubblico, abbiamo deciso di non cancellare le URL.

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