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Cancellare notizie da Google: il rapporto gennaio febbraio 2022

Il termine diritto all’oblio viene inteso come il potere di disporre dei propri dati personali nel senso di poter ottenere la cancellazione dei dati che si presentano sotto forma di articoli o notizie nel web di dominio pubblico che ledono la reputazione del soggetto interessato. Nel 2014 il diritto all’oblio veniva riconosciuto dalla Corte di Giustizia Europea, nella famosa sentenza “Google Spain”. La Corte si si pronunciava rispetto al riconoscimento ed all’importanza del diritto ad essere dimenticati, definendolo quale diritto di una persona ad esigere la rimozione di informazioni o di dati obsoleti, o che non sono più necessari per le finalità per le quali erano stati raccolti e trattati, ovvero per cui l’interessato ne ha ritirato il consenso. Ancora, nel 2019 la Corte di Giustizia EU si pronuncia nuovamente rispetto al diritto all’oblio, stavolta sulla interpretazione dell’art. 17 dl GDPR. Ebbene, la Corte sancisce che “nel senso che il gestore di un motore di ricerca, quando accoglie una domanda di deindicizzazione in applicazione delle suddette disposizioni, è tenuto ad effettuare tale deindicizzazione non in tutte le versioni del suo motore di ricerca, ma nelle versioni di tale motore corrispondenti a tutti gli Stati membri”. 

Il rapporto di Google di febbraio 2022

Nel range che va da inizio febbraio sono state richieste e rimosse circa 36,2% mentre il 63, 8% non sono state rimosse. I dati  che si trovano nella pagina dedicata inerente al rapporto Google vengono generati attraverso un grafico e risalgono alla introduzione della nostra procedura ufficiale per le richieste, avvenuta il 29 maggio 2014. Non sono incluse in questo grafico le richieste di rimozione di URL ancora in attesa di revisione o per la cui elaborazione sono necessarie ulteriori informazioni.

La valutazione delle richieste

Google valuta ogni richiesta singolarmente non accomunando mai. Solo in alcuni casi il Team potrebbe richiedere altre informazioni alla persona che ha generato la richiesta di rimozione.

Quali sono i motivi della rimozione

Alcuni dei fattori che portano Google a non rimuovere le pagine sono: 

-l’esistenza di soluzioni alternative;

– motivi tecnici o URL duplicati.

-informazioni particolarmente molto rilevanti per l’interesse pubblico. 

Siffatta determinazione è complessa tanto che può comportare la considerazione di diversi fattori, tra cui: la valutazione a se i contenuti siano relativi alla vita professionale del soggetto che ne fa richiesta ovvero ad un crimine del passato, o anche ad una carica politica e così via.

Esploriamo alcune delle richieste che Google ha esaminato nel corso di febbraio 2022

La prima che andiamo a verificare è una richiesta proveniente dalla Croazia. Invero, in questo caso l’autorità competente per la protezione dei dati personali della Croazia ha inviato a Google una richiesta di cancellazione da parte di un privato. Quest’ultimo ha chiesto, così, la cancellazione di nr. 1 articolo contenente informazioni circa il proprio ruolo professionale, poiché egli è capo di una società di trasporti sul territorio croato. L’articolo, nello specifico, pregiudicava il signore poiché lo accusava di reati quali favoritismo e di cattivo trattamento dei dipendenti.

Google ha considerato, nel caso, il ruolo esecutivo del privato nella società e il fatto che questo mantiene la stessa posizione, e dunque ha deciso di non dover rimuovere l’articolo.

Google ha altresì ricevuto una richiesta dalla Finlandia secondo cui ex politico finlandese aveva richiesto la cancellazione dalla Ricerca Google nr. 7 articoli di giornale nonché della pagina di Wikipedia a lui inerente, poiché il privato ha lasciato la politica e ha cambiato nome.

Il risultato, anche questa volta, è stato un nulla di fatto per il privato, poiché è stato considerato l’importante ruolo storico nella vita pubblica del privato, e dunque Google non ha rimosso le URL.

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