Cancelliamo i dati indesiderati +39.06.39754846 cyberlex.net

RTBF è il diritto all’oblio su Google nel mondo

Il diritto all’oblio è stato per la prima volta portato alla luce dalla sentenza Costeja del 2014 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, o anche meglio conosciuta con il nome di Google Spain. 

Il diritto all’oblio, con il tempo è stato oggetto di normazione con l’art. 17 del GDPR, vale a dire il Regolamento della protezione dei dati personali del 2016 nonché approvato, anche con l’ausilio di altre e numerose sentenze quale diritto fondamentale dell’uomo a ricrearsi una nuova identità, avulso dai pregiudizi realizzati grazie ad una determinata notizia obsoleta o inesatta.

Il GDPR in Europa

Il GDPR, il regolamento sulla protezione dei dati personali, è sicuramente un testo aggiornato anche rispetto agli avvenuti cambiamenti della società moderna, la quale man mano è entrata in un’ottica di sempre maggior digitalizzazione delle interazioni sociali.  Invero, tale codice della privacy in materia di diffusione dei dati personali è stato voluto fortemente da tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea, e costituirà pietra angolare nell’ambito del diritto alla cancellazione dei dati personali e diritto alla deindicizzazione dei risultati di ricerca.  Dall’entrata in vigore del testo, avvenuta in Italia il 25 maggio 2018, tutti gli attori coinvolti, tra cui liberi professionisti, aziende, pubbliche amministrazioni, dovranno allinearsi ed adeguarsi alla nuova normativa.

Prescindendo dal fatto che molte possono essere le ragioni per cui può essere richiesto ad un motore di ricerca di cancellare una notizia, ad esempio una persona potrebbe desiderare che le pagine di ricerca vengano cancellare, poiché includono scandali, imbarazzi, giudizi sbagliati, e così via che arrecano un pregiudizio notevole alla reputazione online del soggetto che ne fa richiesta.

Come funziona il diritto all’oblio nel mondo: il regno Unito e l’America

Il Regno Unito, al pari dell’Italia ha un proprio Regolamento, che è il “Rehabilitation of Offenders Act”, il quale ingiunge a che le condanne penali non debbano essere prese in considerazione a seguito del passaggio di un certo periodo di tempo dall’emissione delle stesse, per condizioni come l’occupazione e l’assicurazione. 

Negli Stati Uniti, invece, la trasparenza ed il diritto alla libertà di parola regnano sovrani, anche se nell’UE RTBF è un diritto umano.

Ci sono dei criteri affinché le notizie possano essere definite come pregiudizievoli ed ingiuste, e questi si desumono, brevemente da:

-accuratezza delle informazioni;

-inadeguatezza delle informazioni;

-irrilevanza delle informazioni;

– carattere eccessivo delle informazioni;

– interesse pubblico della notizia.

Gli Stati Uniti non riconoscono il diritto all’oblio

Gli Stati Uniti, a differenza dell’Italia, dove ormai il diritto all’oblio anche grazie alla riforma Cartabia è diventato un diritto fondamentale ottenibile grazie ad un reclamo al Garante o anche una segnalazione attraverso su modulo facilmente compilabile sul browser, non riconoscono il “diritto all’oblio” perché interferisce con i diritti del Primo Emendamento e la libertà di espressione. Invero, negli USA una persona non può richiedere la cancellazione se ha creato il contenuto. Se una persona realizza un sito internet o anche un account sui social media, può addurre modifiche alle proprie impostazioni di sicurezza ovvero cancellare il sito internet. Il primo passo è visitare questo sito e scegliere tra le opzioni “Ricerca Google” e fornire prova che siamo effettivamente la persona coinvolta nel pregiudizio delle notizie.

Per saperne di più su come rimuovere un articolo in Italia clicca qui.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: