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Cancellare notizie dai motori di ricerca e giornalismo secondo il Garante

A partire dal 25 maggio 2018, è stato applicato il Regolamento Generale per la Protezione dei Dati (RGPD), che ha segnato uno spartiacque per tutte quelle attività poste in essere dal Garante nel corso del 2018. Fonte di grande attenzione sono state indubbiamente le questione legate all’attività giornalistica e alla manifestazione del pensiero. Da sempre, infatti, questi due elementi si trovano spesso in contrasto con il diritto alla riservatezza degli individui, in quanto è spesso difficile stabilire il giusto confine tra la libertà di azione degli organi di informazione ed la violazione della privacy degli individui, che spesso si sentono attaccati dall’eccessiva ed inadeguata diffusione in rete e sui social media di informazioni personali. In questo articolo tratteremo il quadro normativo in merito al rapporto tra la possibilità di cancellare notizie dai motori di ricerca ed il giornalismo secondo il Garante.

Ruolo del Garante tra libertà d’informazione e privacy

Ogni qualvolta si verifichi un contrasto o una segnalazione in merito a richeste di rimozione di risultati di ricerca ai sensi della legislazione europea, il ruolo del Garante è quello di ricercare, in concreto un corretto bilanciamento ed equilibrio tra libertà di informazione e diritto di essere informati da un lato, contro la protezione dei dati personali dall’altro. In particolare, il Garante si trova ad intervenire nel momento in cui un utente non ottiene il risultato sperato dal titolare del trattamento attraverso una prima richiesta di deindicizzazione, e quindi si rivolge all’Autorità garante per far avviare formali istruttorie, che si possono concludere anch’esse con un accoglimento o con un rifiuto. La maggior parte dei reclami presentati al Garante in merito al diritto all’oblio hanno avuto ad oggetto richieste di rimozione di Url rivolte nei confronti di Google Inc., mentre solo un numero esiguo ha riguardato gli altri motori di ricerca come Bing, Yahoo o Virgilio. Nel merito, la maggior parte delle richieste UE è stata respinta, in quanto l’interesse pubblico nell’avere accesso alle informazioni era troppo elevato.

Articoli di giornali su processi giudiziari: quando vengono cancellati dal Garante

Nel caso di una richiesta di rimozione di articoli di giornale, la questione diventa più angusta in quanto intervengono diversi codici legali, tra cui quello deontologico. Nel merito, è importante ricordare che il 4 gennaio 2019, questo è stato rinnovato ed integrato con le nuove norme UE imposte dal RGPD, con la nuova denominazione di “Regole deontologiche relative al trattamento di dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica”. In base a queste nuove norme, gli articoli di giornale in merito alle sentenze ed ai processi penali costituiscono sempre una questione delicata nei casi di richieste di rimozione. Tra i vari criteri considerati dal Garante durante la decisione di rimuovere o meno delle notizie giornalistiche dal motore di ricerca, vi sono il tempo trascorso dal fatto e dalla pubblicazione della notizia, l’eventuale ruolo pubblico dell’utente, da cui ne consegue l’eventuale interesse pubblico ad accedere all’informazione, e la conclusione del processo (se archiviato o concluso con un non luogo a procedere o con un’assoluzione, l’utente ha diritto a non trovare più notizie online in merito corrispondenti al suo nome).