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Cancellare notizie negative da Google: come gestire i giornali inglesi

Il diritto all’oblio, introdotto nel nostro ordinamento dall’art. 17 del Regolamento (UE) nr. 679/2016 sulla protezione dei dati personali, anche conosciuto come GDPR, è confacente a quel diritto di essere dimenticati. 

La norma di cui sopra determina una serie di cause alla presenza delle quali il soggetto interessato ha il diritto di ottenere dal Titolare del Trattamento l’eliminazione delle notizie pregiudizievoli allo stesso relative senza margini di ritardo. Per fare un esempio, un soggetto può richiedere la cancellazione del proprio nome da Google ovvero la rimozione dalle notizie dalle ricerche Google, nel caso in cui i propri dati personali non siano più indispensabili rispetto alle finalità per i quali venivano conseguiti o trattati o quando si sia revocato il consenso al trattamento o quando ancora i dati siano stati raccolti in maniera illecita. Ad oggi, il diritto all’oblio è stato anche oggetto di riforma Cartabia sul processo penale, la quale determina l’ottenimento automatico della cancellazione dal web delle notizie de qua laddove sia incorso un provvedimento dell’autorità giudiziaria di assoluzione piena.

Quando non si applica il diritto all’oblio

Prescindendo dalle caratteristiche che presumono il diritto all’oblio, analizziamo brevemente quali sono i fattori che non permettono il diritto all’oblio di operare:

– Libertà di espressione;

– Adempimento di un obbligo legale;

– Interesse storiografico;

-Importanza della ricerca;

-I dati sono necessari per obblighi di legge.

Il GDPR afferma che quanto segue prevale sul diritto all’oblio delle persone fisiche.

Come si comporta il Regno Unito prima e dopo la Brexit

Il Regno Unito ha lasciato l’UE nel dicembre 2020 dopo svariati lungaggini negoziali.

Secondo il GDPR dell’UE, il Regno Unito adesso è un paese terzo e questo comporta differenze rispetto alla previgente legislazione.

Tuttavia, anche se ora il Regno Unito non fa più parte dell’Europa, nel regolamento Europeo si fa riferimento ad una norma che copriva il GDPR nell’accordo Brexit che è stato firmato a dicembre 2020 tra il Regno Unito e l’UE, prima della sua uscita.

La disposizione garantiva che, per un periodo provvisorio relativo a sei mesi, i dati sarebbero stati ancora in grado di circolare tra l’UE e il Regno Unito senza alcun blocco.

A seguito della fine dei sei mesi inizialmente concordati, il 28 giugno 2021 l’UE avrebbe preso un’ulteriore decisione sulla protezione dei dati personali del Regno Unito.

Siffatta decisione prende il nome di “decisione di adeguatezza” e garantisce per i cittadini inglesi la continua e libera circolazione dei dati personali.

Come cambia la legislazione del regno Unito: UK-GDPR

Le norme generali sulla protezione dei dati nell’ambito della legge sui dati nel Regno Unito sono state per alcuni versi cambiate. Le modifiche legali includono alcune nuove leggi che sono state varate sul piano nazionale rispetto alla privacy dei dati, che viene chiamato UK-GDPR, e aggiornamenti al vecchio Data Protection Act. Il UK-GDPR è praticamente equivalente al GDPR europeo, utilizza infatti anche il medesimo testo con inevitabili differenze. Una delle differenze maggiori è inerente ai soggetti che hanno il potere di vagliare le cancellazioni rimozioni legali, rispetto alla violazione del copyright o sulla rimozione di contenuti da Google.

 

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