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Garante privacy italiano, un punto dalle ultime newsletter

Il Garante Privacy è l’autorità amministrativa indipendente istituita dalla legge sulla privacy del 1996 e poi dal codice in materia di dati personali del 2003, preposta per la tutelare, appunto, la privacy, i diritti ed il rispetto della regolamentazione sul trattamento dei dati personali. Il Garante negli ultimi tempi è stato investito da molte controversie in relazione all’esercizio del diritto alla cancellazione dei dati personali dalla rete e del diritto all’oblio. A titolo di esemplificazione, è utile chiarire che il termine diritto all’oblio è stato per la prima volta utilizzato grazie alla CGUE, Corte di Giustizia dell’Unione Europea, tramite la promulgazione della sentenza del 2014, meglio conosciuta con il nome di sentenza Costeja o Google Spain. Il diritto all’oblio viene inteso come il potere di disporre dei propri dati personali.

Quali sono i nuovi settori di interesse per il Garante Privacy

Invero, i nuovi settori su cui si concentrerà il piano ispettivo riferito al primo semestre di quest’anno sono stati appena approvati dal Garante privacy e sono: smart toys, cookie, app c.d. rubadati, siti di incontri, monetizzazione dei dati, database etc.

L’attività del Garante Privacy

Questo tipo di attività del Garante viene chiamata anche attività di accertamento e viene svolta dalla stessa con l’aiuto del il Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche del corpo della Guardia di finanza. Quest’ultimo avrà il compito di verificare il corretto espletamento dei trattamenti dei dati personali che i vari siti di incontri, o anche gli operatori del web che offrono servizi e così via operano nei confronti degli utenti. Non resteranno esenti nemmeno i produttori e coloro che distribuiscono i c.d. smart toys, poiché questi, per essere definiti “smart” trattano algoritmi che, alla stregua di quanto definito dal Regolamento privacy, implicano il trattamento dei dati personali degli utenti. Tuttavia, le attività ispettive del nucleo della guardia di finanza e dell’Autorità Garante, come detto dallo stesso Garante Privacy, saranno volti alla ai fornitori dei database, ed incentrati su un fenomeno sempre più in crescita nel nostro mondo: i cookies da parte delle piattaforme e dei siti web nonché l’uso dei sistemi di videosorveglianza. Per saperne di più sulla videosorveglianza clicca qui.

Uno degli ultimi casi di cui si è occupato il Garante Privacy: la campagna pubblicitaria

Preliminarmente è utile chiarire come sia necessario all’atto della commissione di una campagna pubblicitaria, che siffatto soggetto debba sempre controllare che le società incaricate di svolgere l’opera in maniera corretta e non utilizzino in modo illecito i dati dei consumatori che non vogliono essere disturbati. Per questo motivo, il Garante ha inteso sanzionare ben due società che non hanno rispettato queste semplici regole. Il Garante era intervenuto su richiesta di due soggetti i quali si dolevano per la continua e fastidiosa ricezione di messaggi indesiderati. Entrambi avevano contattato la società che inviava la pubblicità, ma senza successo.

L’istruttoria del Garante

L’Autorità accertava che la società committente aveva incaricato un’azienda operante nel marketing al fine di inviare sms promozionali ai potenziali clienti facendo poi leva su altre società terze che avevano acquisito le banche dati da terzi. Da questi passaggi è emerso che i dati delle persone contattate provenivano da liste non verificate, con conseguenti profili di evidente illiceità del trattamento dei dati. Il Garante emetteva dunque una sanzione per la società resasi colpevole di circa  400.000 euro.

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