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Il bilanciamento tra il diritto del singolo utente ed il diritto della pubblica informazione

La sentenza del 2014 della Corte di Giustizia Europea, da qui per convenzione CGUE, inerente al caso anche meglio conosciuto come Google Spain viene riconosciuta ai gestori dei motori di ricerca in quanto trattano dati personali, la qualità di responsabili del trattamento dei dati ex art. 2 della direttiva 95/46/CE.  Il diritto all’oblio, introdotto nel nostro ordinamento a seguito della sentenza attraverso l’art. 17 del Regolamento (UE) nr. 679/2016 sulla protezione dei dati personali, anche conosciuto come GDPR, è confacente a quel diritto di essere dimenticati. La norma di cui sopra determina una serie di cause alla presenza delle quali il soggetto interessato ha il diritto di ottenere dal Titolare del Trattamento l’eliminazione delle notizie pregiudizievoli allo stesso relative senza margini di ritardo. Per fare un esempio, un soggetto può richiedere la cancellazione del proprio nome da Google ovvero la rimozione dalle notizie dalle ricerche Google, nel caso in cui i propri dati personali non siano più indispensabili rispetto alle finalità per i quali venivano conseguiti o trattati o quando si sia revocato il consenso al trattamento o quando ancora i dati siano stati raccolti in maniera illecita.

Il bilanciamento tra diritto del singolo e diritto della collettività

Ciò posto, la Corte statuisce che deve ricercarsi il giusto equilibrio tra il diritto all’oblio del singolo, e quello della collettività dell’interesse pubblico e storiografico. Il risultato del bilanciamento può dipendere dalla natura e dal carattere sensibile dei dati trattati, nonché dall’interesse del pubblico ad accedere alle particolari informazioni, che saranno maggiori qualora l’interessato ricopra un ruolo nella vita pubblica o politica. Sul riconoscimento del diritto all’oblio quale prevalente all’interesse collettivo storiografico, viene dalla Corte, a più riprese, che il motore di ricerca non è obbligato a rimuovere tutti i link da ogni indice del browser di ricerca, ma solo dai risultati, tra cui notizie, immagini etc, ottenuti a seguito di una ricerca relativi al nome e cognome che sono stati correlati rispetto a questi.

La deidicizzazione

Questa ipotesi viene denominata con il termine di deindicizzazione, la quale ha lo stesso effetto pratico della cancellazione. In poche parole, l’informazione originaria continuerà ad esistere ed essere reperibile impiegando altri termini di ricerca o accedendo direttamente alla pagina di origine del webmaster, che nel caso concreto era un editore.

I beneficiari del diritto all’oblio

In base al diritto dell’UE, chiunque ha diritto alla protezione dei dati. Tuttavia, nella pratica, le autorità di protezione dei dati si concentrano maggiormente sulle domande che presentano un collegamento tra l’interessato e l’UE, per fare un esempio allorquando si è presenza di un caso in cui una detta persona sia un cittadino o residente di uno Stato membro dell’UE. Ciò non significa che i cittadini non facenti parte dell’Unione Europea non hanno il medesimo diritto, infatti per questi Google ha un modulo di richiesta apposito.

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