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Linee guida 2022 all’applicazione del GDPR

La sentenza del 2014 della Corte di Giustizia Europea, da qui per convenzione CGUE, inerente al caso anche meglio conosciuto come Google Spain viene riconosciuta ai gestori dei motori di ricerca in quanto trattano dati personali, la qualità di responsabili del trattamento dei dati ex art. 2 della direttiva 95/46/CE. Il trattamento dei dati personali effettuato nell’ambito dell’attività del motore di ricerca deve aggiungersi ma rimanere distinto da quello svolto dai singoli editori di siti web di terzi.

Qual è il ruolo dell’Autorità Garante privacy

La sentenza di Google Spain, sebbene ha comportato l’introduzione di nuovi elementi sul diritto all’oblio, sancendone l’importanza e la rilevanza sul piano dei diritti dell’uomo, ha posto in essere la problematica rilevante alla cancellazione di un determinato risultato di ricerca. Tale azione infatti comporta necessariamente una valutazione sistemica degli interessi in gioco: diritto all’oblio del singolo ed interesse di informazione della collettività.

Cosa prevede il diritto alla rimozione dei contenuti lesivi da internet secondo le linee guida 2022 

Il diritto alla rimozione dei dati personali dai motori di ricerca è una dei principali cambiamenti del GDPR. Nella prassi questo tipo di diritto viene comunemente definito diritto all’oblio e viene disciplinato ai sensi dell’art. 17 GDPR.  La disposizione della norma chiarisce che “l‘interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento l’eliminazione dei dati che si trovano online su internet senza un vero e giustificato motivo, a questo punto è bene dire che  il titolare del trattamento ha l’obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali, se sussiste uno dei motivi seguenti: i dati personali non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o altrimenti trattati; l’interessato revoca il consenso su cui si basa il trattamento e se non sussiste altro fondamento giuridico per il trattamento; l’interessato si oppone al trattamento e non sussiste alcun motivo legittimo prevalente per procedere al trattamento; i dati personali sono stati trattati illecitamente; i dati personali devono essere cancellati per adempiere un obbligo legale previsto dal diritto dell’Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento; i dati personali sono stati raccolti relativamente all’offerta di servizi della società dell’informazione”.

Trattamento dei dati personali

E’ bene chiarire le linee guida del 2022 analizzano compiutamente il  che in primo luogo, è bene ricordare che già nel 2012 l’Europa iniziava a parlare di diritto all’oblio, tentando attraverso un iter in continuo divenire, a limitare la raccolta delle informazioni personali, proponendo un’informativa chiara e completa in cui spiegare i fini della stessa per consentirne la rimozione completa. Nel 2016, poi, si è giunti al Regolamento sulla Protezione dei Dati GDPR che ha positivizzato sia i diritti che le modalità di tutela degli stessi, i quali nelle normative previgenti venivano affidati soltanto a pronunce di tipo giurisprudenziale, a livello nazionale che europeo.

 

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