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Rimuovere notizie dalle ricerche Google, le linee guida aggiornate

Il diritto all’oblio si configura come quel diritto che è necessario per cancellare da internet i propri dati personali. Per poter comprendere il diritto all’oblio nei confronti dell’interessato, il Titolare delle informazioni personali che sono state diffuse pubblicamente su un sito web o una pagina, che abbiamo però contenuto pregiudizievole, ha l’obbligo di informare della richiesta di cancellazione altri titolari che trattano allo stesso modo i dati personali cancellati. Sul punto, ai sensi dell’art. 17 par. II del GDPR si fa riferimento a “qualsiasi link, copia o riproduzioni”.

La CGUE ha stabilito inoltre che una richiesta di deindicizzazione trovava fondamento nel diritto di rettifica/cancellazione e nel diritto di opposizione ai sensi, rispettivamente, degli articoli 12 e 14 della direttiva.

L’art. 17 del GDPR, il diritto all’oblio

L’articolo 17 al par. 3 deroga i principi disposti dai paragrafi 1 e 2 statuendo la loro non applicabilità, tra le altre cose, laddove il trattamento è necessario per l’adempimento di un obbligo legale che richieda il trattamento previsto dal diritto dell’Unione o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento o per l’esecuzione di un compito svolto nel pubblico interesse ovvero nell’esercizio di pubblici poteri di cui è investito il Titolare del trattamento. 

Le linee guida del 2020

Le linee guida del 2020 originano dalla emissione della sentenza cardine, quella Costeja della Corte di giustizia dell’Unione europea pronunciata il 

13 maggio 2014. In questo caso particolare la Corte si è interessata ai fini di poter far chiedere ai soggetti privati richiedono al fornitore di un motore di ricerca online di eliminare uno o più link verso pagine web dall’elenco di risultati che appaiono dopo la ricerca effettuata a partire dal proprio nome sul motore di ricerca indicato.

Si precisa come l’articolo 17 del GDPR è applicato a tutti i titolari del trattamento, le linee guida invece, sono un documento che si concentra esclusivamente sul trattamento da parte dei motori di ricerca e sulle richieste di deindicizzazione presentate dagli interessati.

Le linee guida del 2020 ed il bilanciamento dei singoli diritti

Importante tassello in seno al bilanciamento di interessi contrapposti rispetto alla rimozione di notizie dal web è sicuramente la nota sentenza della CGUE Costeja, che ha stabilito che il trattamento effettuato da un fornitore di motore di ricerca può̀ incidere significativamente sui diritti fondamentali alla vita privata e sulla tutela dei dati laddove la ricerca venga posta in essere con l’utilizzazione del nome di un interessato.

Dunque, nella valutazione dei diritti e delle libertà poste in capo alle arti contrapposte, da una parte il singolo interessato delle notizie pregiudizievoli e dall’altro la collettività con l’interesse di avere libero accesso a tutte le informazioni che la rete internet fornisce, la Corte ha stabilito l’interpretazione che di seguito si riporta integralmente “se indubbiamente i diritti della persona interessata tutelati da tali articoli prevalgono, di norma, anche sul citato interesse degli utenti di Internet, tale equilibrio può nondimeno dipendere, in casi particolari, dalla natura dell’informazione di cui trattasi e dal suo carattere sensibile per la vita privata della persona suddetta, nonché dall’interesse del pubblico a disporre di tale informazione, il quale può variare, in particolare, a seconda del ruolo che tale persona riveste nella vita pubblica”

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