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Diritto all’oblio, gli ultimi interventi del Garante della Privacy

Diritto all’oblio, gli ultimi interventi del Garante della Privacy

By Avv. Ludovica Marano

Cyber Lex
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Con l’avvento delle nuove tecnologie diventa sempre più importante proteggere la reputazione online sul web, si prenda ad esempio un articolo che viene indicizzato sul motore di ricerca Google e che appare tra i suggerimenti del motore di ricerca, non appena si digitino nelle query i dati personali. Invero, per eliminare un articolo, una notizia, per cancellare notizie da Google ci vuole del tempo se Google si determina in maniera negativa a seguito della compilazione del modulo predisposto dallo stesso motore di ricerca, tuttavia non è impossibile.

Infatti in quest’ultimo caso la soluzione è quella di adire l’Autorità indipendente che è deputata al controllo della Legislazione privacy, che non è altro che il Regolamento sulla protezione dei dati personali, o anche definito in acronimo GDPR.

Il ricorso dinanzi al Garante Privacy

Il Garante per la protezione dei dati personali in Italia è un’autorità indipendente che ha il compito di proteggere la privacy ei diritti dei cittadini riguardo al trattamento dei loro dati personali. Il Garante esegue il controllo sul rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, emette pareri e misure, e può imporre sanzioni a coloro che non rispettano la normativa.

Il Garante Privacy in tema di diritto all’oblio ha il compito di verificare che questo diritto del singolo soggetto interessato venga sempre rispettato. In sostanza, i provvedimenti del Garante Privacy hanno un effetto vincolante e le aziende che trattano i dati personali sono tenuti a rispettarli.

In caso di inosservanza, il Garante può imporre sanzioni, che possono includere ammende anche elevate, come è accaduto per lo stesso Google, e la sospensione del trattamento dei dati. Il Garante per la protezione dei dati personali mette anche a disposizione un modulo di reclamo sul proprio sito web, che puoi compilare in modo dettagliato e inviare via posta elettronica o posta tradizionale. Tuttavia il reclamo può essere fatto anche per il tramite di un legale esperto.

Le ultime determinazioni del Garante Privacy italiano in materia di diritto all’oblio

In questo provvedimento, il primo del 2023, il reclamante lamentava il patii subito dal reperimento di alcuni contenuti che erano collegati ad URL specifici, che lo stesso allegava nel ricorso. Le notizie riportavano di un procedimento riguardante alcune vicende giudiziarie per fatti avvenuti negli anni 2011-2012 conclusosi con l’intervenuta condanna del soggetto.

In considerazione del lasso di tempo trascorso dal fatto e dalla pubblicazione dei relativi articoli e anche prendendo conto della definizione giudiziaria e della espiazione della pena inflitta, il reclamante chiedeva la rimozione in quanto la perdurante diffusione e reperimento di dette notizie aveva costituito per lo stesso un impedimento “al suo processo di reinserimento sociale”. Siffatte notizie costituiscono l’oggetto di articoli di stampo giornalistico “pubblicati da fonti qualificate”.

Un aspetto importante è che quasi tutti gli articoli contengono a corredo della vicenda fotografie che ritraggono i suoi getti coinvolti, nonché il reclamante. Il garante privacy espletate tutte le attività istruttorie dichiara il reclamo fondato e ingiunge a Google di disporre la rimozione dei risultati di ricerca online e dunque tutti quei risultati che sono reperibili in associazione al nome del reclamante.

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